.
Annunci online

lacommarefuorisede [ e guardo il mondo da un oblòg ]
 



ma guarderò il paesaggio,,


Nella stanza le donne vanno e vengono
Parlando di Michelangelo.

Stamani mi sono disteso
in un'urna d'acqua
e come una reliquia
ho riposato

Avrei dovuto essere un paio di scheggiati artigli
In corsa sul fondo di mari silenziosi.





L'Isonzo scorrendo
mi levigava
come un suo sasso

Older chests reveal themselves
like a crack in a wall
starting small and grow in time
we all seem to need the help
of someone else to mend that shelf
of too many books
read me your favourite line 









     
Ho tirato su
le mie quattr'ossa
e me ne sono andato
come un acrobata
sull'acqua



            Orient's Degas




Chi sa capire tutto
è molto infelice.

                   testa di mare
Il mio supplizio
è quando
non mi credo
in armonia







    eutas                  



L'uomo è
le sue circostanze.





      
Mi sono accoccolato
vicino ai miei panni
sudici di guerra
e come un beduino
mi sono chinato a ricevere
il sole

 Corto, alla Luna miroviana


Dentro di me c'è una sedia vuota. Io
la guardo, guardo la spalliera, le gambe, e aspetto, e
mi sembra di ascoltare qualcosa.

io ne ho viste cose che.. /I've seen things that..


 'non ti muovere' collection: con Saracena
   don't move collect.: with Saracena






                              brightness fills empty space
in search of inspiration
harder now with higher speed
washing in on top of me so 
I look to my eskimo friend when I’m down down down




Questo è l'Isonzo
e qui meglio
mi sono riconosciuto
una docile fibra
dell'universo



                        
skip int(r)o no. 3
  (         )



  Bisogna essere duri
senza mai perdere il parabrezza

Dichiariamo la volontà interiore
di un'azione che finalmente
non sia più un'accademia.
Chiediamo di vivere
facendo il nostro
mestiere di pittori, di scultori, di scrittori,
come gli altri uomini,
combattendo il vecchio mondo
e aiutando a edificare il nuovo

Vorrei dipingere
come l'uccello canta.

  
                    herbert [the original]
                    et les pommes

            collect. presepi&cribs no. 1
                




         sorridono
come un tappeto d'Anatolia
appeso sulla parete


                                'The Two' collection
                          Mare Nostrum no. 2
 


 Oserò
Turbare l'universo?
In un attimo solo c'è tempo
Per decisioni e revisioni che un attimo solo invertirà.


[hanno suonato: t.s.eliot, g.ungaretti, m.mazzantini, d.rice, r.guttuso, n.hikmet, tiromancino, c.monet, m. gorkij, k.jarrett, j.palomba, o.y gasset, m.gazzé]




                         cuntrastamu




 Babelian Coffeemakers


                
                            

   NessunoTv

E un altro Café,
take it Liberal






                             sguttusando



  caro diario-remake



  la zingaro prospettiva fichidindia no.2/
     zingaro prickly pear perspective. no. 2


Se la pittura non penetra l'oggetto

                  [natura motta di carciofe]

e non ne svela le vibrazioni,
se non arriva partendo dall'oggetto e
dall'osservazione sentimentale di esso
alla creazione di un equivalente plastico
dell'oggetto
non si perviene alla poesia,
ma si precipita
nella fotografia.
Non imitazione del vero apparente
ma elaborazione poetica fondata
su una sensazione umana,
comprensione lenta
e graduale
di un fenomeno fisico, che si trasforma
fatalmente in poesia,
nell'espressione pittorica...
Bisogna che 'fatti' e 'immagini' si siano,
in qualche modo,
trasformati in idee.
Sempre che ci si renda conto che
un'idea è un oggetto
da trattare come tale
e perciò
percepibile,
visibile in ogni sua parte
[R: Guttuso]



Leggere

les nourritures affectives (b. cyrulnik)

il molosso. poema d'un'anima (t. fratus)

il fasciocomunista (a. pennacchi)

(fanculopensiero) (m. cristan)

poète à la barre (a. barbero)

la mano che non mordi (o. vorpsi)

el niño que aprendió a volar (a.hornado y j.m.ribeiro)
a botta sicura (
g.locklin & c.bukowski)
cattedrali/cathedrals (
r.carver & t.gallagher)
tell it all (r.carver)
vetri rosa (o.vorpsi)
estate di yul (
e.bevilacqua)
italia gratis (
aa.vv)
comme des nuages de sucre (
s.carfora & r.sandére
)
rue férou (
a. asti)

per poterti ritrovare (p.magris)
lei dunque capirà (c.magris)
purgatory (p.auster)
le grand voyage
(j.semprun)
soffro d'ikea
(erik gunnar trjo)

mondo babonzo (altan - benni - perotti)
paradoxia journal d'une prédatrice
(l.lunch)
plume
 (h.michaux
)
mangez-moi
(a.desarthe)
the curious incident of the dog in the night-time
(m.haddon)
coda
(a cura di s.ballestra e g.mozzi)
i signori della carne (hyde)
maltravers
(l.s.bellanti)
vita d'un uomo
(ungaretti)
la chamade
(f.sagan)
il mito di sisifo
(a.camus)
the italian secretary (
c.carr)



                    niente di news sotto il sole


  



Scrivere

il tun-nel
Io, a volte
Morte nel Bosforo
VIA SENIA secondo piano



                          


Cucinare



Dormire


                                  stellaMaris

 e il più bello dei mari
é quello che non navigammo
[ nazim hikmet ]

questi sono i miei Mari
lo sono stati
  e sempre lo saranno

                                                      




  






 'the mellon collection'no. 2
   (from NSIS)





    l'assenza, l'essenza









in Antico Hostelling Intl.
-
dal 1997
[counter: 251 sleepers]






    Lezioni di (punto) G(atto)


      attenti ò scalune!

Missing



                      .dal Muro del Pianto:
pablo, vicenzie, oz, marjolein, marta 
                                   y luismi



memorabilia


the 1st Customer

 Little Paris'Granduca

the Platinum Customer
[Livio Brazil;
in allst]



best Customers:

-kitchen area


-castle area


-Agorà








  
 hammam in Graziosa
 

Guardare


       occhi rubati da pacy        




                pagan trinity



INPS
ville
-the original



INPSgroup
-the new comer







 perlestradecisiperde
incieloeinMare
                   no
coll., 2004, reality on
              web canvas

   

                           Still Life no. 0




           With all This Life-pilot proj


 [from Another Life]








   B5


                          era ter(e)sa









                 still waiting for

   Life Wrinkles



                        RossoCaffè
      
             



subviste collect: Pellegrini nel 'Rosso
                       Pilgrims in the 'Red






                                                    .G





La Prospettiva

-no.1, part A:
[soon available]









           













     















                                Life rags .IX



















      
  


























   










PieSse [per le foto ho suonato io]


1 dicembre 2008


Cuntrastamu pro Saviano & vs Mafias

SOSTEGNO A ROBERTO SAVIANO

(autore di Gomorra)

E CONTRO LE MAFIE



Sabato 6 dicembre 2008
Ore 15.00 – 19.00
Place d’Italie, Parigi


Voglio una vita.
Voglio ridere e non parlare di me
come se fossi un malato terminale.[
[Roberto Saviano, 15 ottobre 2008]


Le manifestazioni di solidarietà a Roberto Saviano, giovane scrittore minacciato di morte dalla Camorra, si allargano a macchia d'olio e arrivano anche a Parigi.

Salman Rushdie: "Roberto Saviano (...) corre un pericolo terribile." .
"La mafia pone un problema ben più grave di quello che  io stesso ebbi ad affrontare".

Dopo la petizione per Saviano, lanciata dal quotidiano La Repubblica e firmata da 17 Premi Nobel e oltre 250.000 persone, dopo i tantissimi blog e pagine Facebook in sostegno dello scrittore napoletano tocca alla Francia mobilitarsi.

I Nobel, Orhan Pamuk (scrittore turco), Mikhaïl Gorbatchev (vecchio presidente dell’URSS), Desmond Tutu (vescovo sudafricano), Günter Grass (scrittore tedesco), Dario Fo (drammaturgo italiano) e Rita Levi  Montalcini (senatrice a vita e Nobel per la Medicina):
“La libertà nella sicurezza di Saviano riguarda noi tutti, come cittadini”
“è intollerabile che tutto questo possa accadere in Europa e nel 2008”.

In Francia, paese fondatore dei diritti dell'uomo e del cittadino, e a Parigi, si deve creare un fronte compatto di cittadini che si oppongono ad ogni tentativo di attacco alla libertà d'espressione, alle libertà fondamentali, cemento della nostra società; un fronte che non può e non vuole rimanere impassibile agli affari mafiosi.

Roberto Saviano: “La mafia é l'economia più grande d'Italia, e sicuramente una delle più grandi d'Europa. Può la Francia rinunciare agli investimenti del narcotraffico?”
 
A Parigi, giornalisti, professori e personalità varie, interverranno per spiegare quello che sono le mafie e i pericoli che esse rappresentano nel nostro continente e nella nostra società.

L'Associazione Democratici Parigi, insieme a Libera, l'associazione antimafia Cuntrastamu.org,  il blog Io sono fratello di Saviano vi invitano a una mobilitazione aperta a tutti, con lettura pubblica di "Gomorra" e altri testi sulla mafia e la criminalità organizzata e alla distribuzione di pizzini che si terrà a Place d'Italie, sabato 6 dicembre dall 15 alle 19.

Sostenere Roberto Saviano e manifestare contro tutte le mafie è un atto di responsabilità verso la nostra società.


La Francia non può tacere!

Contatti stampa:
 
http://sites.google.com/site/prosavianoecontrolemafie
pro.saviano.e.contro.le.mafie@gmail.com   
(+33) 6 36 19 97 19     




link consijiati:
Les Mafias par Fabrice Rizzoli




permalink | inviato da lacommarefuorisede il 1/12/2008 alle 23:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa


28 ottobre 2008


Grani di Tiglio

Grani di tiglio
Intesseremo le nostre estati
Cantando in terrazze di isole
Sfiorando le acque di sale

                            nel sole

Bruceremo in silenzi
nel giorno che batte
Giocando con dolci di acque
sotto le lenzuola dei fili

Sentiremo la vena
Vivendo le voci



Di piazze di pietra



                    Tappeti di tiglio




permalink | inviato da lacommarefuorisede il 28/10/2008 alle 0:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa


14 giugno 2008


Cuntrastamu goes to Forum

Forum des associations italiennes 2008

Forum des associations italiennes
Boulevard Auguste Blanqui, le 14 juin 2008 Venez nous retrouver !

Le 14 juin prochain aura lieu le quatrième Forum des associations italiennes, boulevard Auguste Blanqui, dans le XIIIe arrt de Paris. Environ 45 associations, de toutes sortes, vont étaler leur passion pour la Botte.
Comme l’année dernière, notre site sera présent. Vous nous trouverez au stand numéro 6, le sixième sur la gauche en venant de la place d'Italie. Nous vous attendons nombreux pour vous rencontrer, connaître vos suggestions, critiques, et autres concernant L'Italie à Paris ou tout simplement pour boire un verre ensemble.

position du stand de L'Italie à Paris

Comme toutes les années le forum des association italienne a lieu dans le cadre de la semaine italienne du 13ème arrondissement de Paris. Initié par Focus Magazine, depuis toujours proche des associations, le Forum souhaite donner un moment de visibilité à toutes les associations, indépendamment du budget dont elles disposent. Parmi les nouveautés de cette année, le “vivier”, un espace consacré aux associations “in progress” ou nouvellement créées, trop jeunes pour pouvoir assurer un stand.
Et ensuite la programmation culturelle de cette journée, avec deux expositions de Claudio Di Palma, Land Artist, et le spectacle fascinant “Voyage en Italie” de Josephine Lazzarino. Toute la journée Claudio di Palma de l’association "Non è fantastico!", architecte et Land Artist, qui vit entre les Abruzzes et Paris, expose deux de ses œuvres “éphémères”.
Quant à Josephine Lazzarino, elle a mis au point un spectacle unique, un voyage de rythme et de langages.

Après le succès des trois précédentes éditions, nul doute que vous serez encore très nombreux à parcourir ce petit coin d’Italie installé boulevard Auguste Blanqui. Il ne faut pas oublier pas le concert de Daniele Groff, organisé par Focus et le Forum des Associations italiennes, le 15 juin 2008, sur le parvis de la Mairie.


Informations pratiques :
Boulevard Blanqui 
Dates : le 14 juin 2008 de 10h à 18h
En savoir plus sur la semaine italienne
e sul IV Forum delle Associazioni itagliane
[ du site l'italie à paris.net ]





permalink | inviato da lacommarefuorisede il 14/6/2008 alle 8:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


7 giugno 2008


un orribile, biùtifool cauntri

Un orribile belpaese
Intervista ai registi di Biùtiful Cauntri


La criminalità ambientale ha attori borderline: tra la criminalità organizzata e una criminalità che fa profitti”: intervista ai registi di Biùtiful cauntri

Incontriamo i registi di Biùtiful cauntri,
Esmeralda Calabria, Andrea D'Ambrosio e Peppe Ruggiero, a Parigi, all'indomani della proiezione in anteprima organizzata dall'Istituto italiano di cultura. Il documentario uscirà in Francia il 16 luglio, Cuntrastamu se ne fa sponsor e discute con i registi sulla longa manus dell'ecomafia.

Cominciamo con la lettura di una proprio di stamattina (29 maggio): “Rifiuti: smaltimento abusivo, 7 arresti a Torino – Per risparmiare sullo smaltimento dei rifiuti gestivano abusivamente rifiuti pericolosi e non, tra cui l'amianto: 7 persone sono state arrestate dai carabinieri di Torino, tra le quali il direttore dell'Asa di Castellamonte (TO), consorzio a partecipazione pubblica che si occupa dello smaltimento e il recupero dei rifiuti per circa 90 comuni della provincia di Torino, ritenuto dagli inquirenti la mente dell'organizzazione. Altre 4 persone, coinvolte a vario titolo nel ciclo illecito parallelo dei rifiuti, sono state indagate a piede libero. (...) Riscontrati anche danni ambientali dovuti alle infiltrazioni tossiche nei terreni e nelle falde acquifere. L'organizzazione operava da almeno tre anni”. E da qui passiamo alle intercettazioni telefoniche che abbiamo ascoltato nel vostro Biùtiful cauntri: l'ecomafia, come la mafia in generale, non sta dunque soltanto negli epicentri di mafia e camorra, ovvero Sicilia e Campania?

Peppe Ruggiero: “Non mi meraviglia, visto che quotidianamente ci sono lanci d'agenzia sullo smaltimento illecito dei rifiuti in tutta Italia. Però l'esperienza che ho maturato mi fa dire che non tutto può sempre essere collegato, quando si parla di smaltimento illecito di rifiuti, alla criminalità organizzata. E' una criminalità ambientale che, nel caso delle regioni del Sud, come è stato dimostrato dalle carte della magistratura e dalle relazioni parlamentari dell'antimafia, subisce l'interesse diretto di camorra, 'ndrangheta e mafia, mentre in altre regioni è più una criminalità ambientale, in cui l'interesse della criminalità di stampo mafioso non è detto che ci sia, ma è ancora prima una questione di profitto, di mercato. Per smaltire illegalmente e abbattere così i costi del 70-80%. Non è quindi un caso che negli ultimi tre anni laddove ci sono state inchieste, soprattutto da Roma in su, i primi ad essere stati coinvolti siano stati i dipendenti pubblici e gli industriali: rappresentanti del mercato, del luogo in cui convergono offerta e domanda. La criminalità ambientale ha attori borderline: tra la criminalità organizzata e una criminalità che fa profitti”.

Con che obiettivo avete realizzato questo documentario? Con quello di un'inchiesta o con uno spirito più narrativo-denunciatorio di una realtà che non è nota in tutte le sue sfaccettature?

Esmeralda Calabria: “L'intento – parlo per me e spero sia stato così anche per Andrea e Peppe – era quello di raccontare attraverso le immagini qualcosa di cui si era sentito parlare e che si era letto su giornali e libri. Io penso che la notizia di queste discariche abusive nel Nord Italia sia importante perché denota un'apertura sull'argomento, del quale si comincia finalmente a parlare, per poi denunciare e quindi lavorarci anche dal punto di vista legale. E credo che Biùtiful cauntri sia stato utile perché ha un po' rivelato i meccanismi che regolano questi traffici illegali ambientali. Che volevamo raccontare attraverso le immagini, che spesso hanno una forza superiore a quella delle parole: con la speranza quindi di informare più gente e di smuovere di più le coscienze”.

Come giudicate l'impatto che Biùtiful cauntri sta avendo al momento in Italia, e quali sono gli effetti che vi aspettate che sortirà in Francia e all'estero in generale?

Andrea D'Ambrosio: “In Italia è uscito in venti copie in 7 marzo, e certo ha avuto una distribuzione più limitata rispetto a quella d'un film normale: a Napoli è stato un mese al Modernissimo, un grande cinema che sta in centro, poi l'hanno tolto e ora stiamo facendo proiezioni capillari in varie città, dove noi tre presenziamo regolarmente. L'impatto è stato positivo: è importante innanzitutto il fatto che, in quanto documentario, sia uscito in sala, e conta tanto anche il fatto che abbia ottenuto tanta eco nei giornali e nei media in generale. E certo speriamo che aiuti a far prendere coscienza del problema, come diceva Esmeralda, in Italia come in Francia e all'estero”.

Il Parlamento europeo ha appena conferito agli ecoreati il rango di reati ambientali, punibili con sanzioni pecunarie o reclusione. L'Italia deve ora integrarli nel suo codice penale, vi sentite ottimisti in materia? Chiedo soprattutto a te, Peppe, che sei uno dei curatori del rapporto Ecomafia di Legambiente...

Peppe Ruggiero: “E' un film già visto, l'ennesimo tentativo della Comunità europea, che ha emesso una direttiva che adesso deve essere recepita a livello nazionale. In Italia sono dieci anni che la proposta di legge per introdurre i delitti ambientali nel codice penale è bloccata e a ogni nuovo governo s'invoca affinché tale proposta goda di un canale preferenziale, con gli esiti noti. Però quando il governo Berlusconi si è trovato davanti alla gente che protestava sulla questione dell'emergenza dei rifiuti, è riuscito ad essere risolutivo e nel giro si due giorni ha emanato un decreto legge che prevedeva pene fino a cinque anni di arresto per chi vieta lo smaltimento in discarica: allora perché non si riesce a tenere contro gli ecocriminali? La notizia di stamattina sullo smaltimento abusivo a Torino mi solleva, per il solo fatto che la cosa non sia passata in sordina. C'è un articolo nel decreto di Berlusconi, che concede alle discariche campane di smaltire i rifiuti tossici pericolosi, cosa che non esiste in nessun paese europeo. Era passato inosservato, nonostante qualcuno l'avesse forse denunciato, mentre oggi i giornali aprono con la notizia di cui sopra".

Nel documentario c'è un dialogo che colpisce tantissimo: “Questa è proprietà privata” – “E di chi è?” – Dello Stato”. Qual è secondo voi la ricetta che potrebbe essere l'antidoto a quello che è un deficit italiano, prima che economico, proprio di Stato, e sul quale s'innestano, a livello nazionale, le varie forme di mafia, camorra e 'ndrangheta? I film, i documentari, le associazioni e tutti gli attori che agiscono a livello sociale, possono essere così efficaci al punto di imprimere una nuova direzione al tessuto sociale?

Esmeralda Calabria: “Quella frase è effettivamente emblematica, fa anche ridere un po'. D'un emblematico che riflette anche una sorta d'ingenuità delle persone: la proprietà privata non può essere dello Stato, e quello che è dello Stato è di tutti. Riconoscendo allo Stato una specie di autorità a cui è permesso tutto: segnale, questo, che fa ben capire quanto sia difficile il rapporto tra le istituzioni e il cittadino. Che, anche quando prova a protestare, arriva a dubitare del fatto di averne diritto, essendo spesso evasivala risposta delle istituzioni. E' questo secondo me il buco più grosso che c'è, e che fa sì che la gente acquisisca e interiorizzi una mentalità di questo tipo, per cui quello che fa lo Stato, al di là delle critiche, lo si percepisce come impossibile da cambiare. C'è quindi una difficoltà nel sostenere i propri diritti. Non penso che un documentario, un film, un libro possano cambiare delle cose così radicate, ma è comunque importante il fatto che si cominci a parlare di questi argomenti...”

Si veda il successo di Gomorra, vincitore a Cannes del Gran premio della giuria...

Esmeralda: “Certo, già il libro ha costituito un'apertura fondamentale: io penso che la cosa più importante di quel libro sia quello di aver fatto rendere conto alla gente che esiste la camorra, che non è affatto stata debellata e a quale livello si è solidificata, radicata nelle istituzioni, diventando al contempo qualcosa di culturalmente più elevato rispetto all'idea che se ne poteva avere prima. Questo è stato una specie di shock per tutti, e se n'è cominciato a parlare. E credo che il nostro documentario abbia, a suo modo, chiarito delle cose, mostrato con le immagini una realtà scioccante, anche per noi quando andavamo in loco a girare”

Infatti ci sono scene che attaccano allo schermo e colpiscono allo stomaco...

Esmeralda: “Certo, perché non puoi credere che sia così vero e sotto gli occhi di tutti... E ripensando alla notizia di oggi su Torino, il rischio è che si guardi la Campania come la sola regione intossicata. Mentre le regioni del Nord non ne sono immuni, e noi quando andiamo in giro a presentare Biùtiful cauntri ce ne rendiamo conto, nel momento in cui le persone in sala dicono Anche noi qui a Padova abbiamo questo problema... anche noi qui a Venezia... E il fatto che se ne parli comincia a dimostrare che questo è un problema che riguarda l'intero paese. Che in quanto tale implica una responsabilità molto più ampia”.



Pubblicato il 5 giugno 2008

di Ilaria La Commare

su Cuntrastamu

 




permalink | inviato da lacommarefuorisede il 7/6/2008 alle 13:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


6 giugno 2008


paris, garros

il foie gras più bbono dell'esagono
c'ha una coppola di lenticchie
e il grasso dai fianchi
a distillare occhistanchi
dopo le benevole onde d'una giornata
non qualunque


una che canta canzoni anniottanta
e certi cinquantenni che le si ondeggiano dinanzi
coi calici innanzi
mentre altri ancora meno certi
se la giocano a flipper
calice a tempiatavolo



la gente nei tavoli parla

e a guardarla da fuori sembra un playback

e forse anche da dentro

mentre la pizza alle melanzan&zzucchine

regala una rara serenità

e il quartiere dei formaggi

promette già un letto roqu&fort


mentre noi parliamo d'amori stagionati
o proprio scaduti
e io starnutisco e me ne esco
con la storia del gene
dell'amore sbagliato


poi davanti ai campi in tregua
stendiamo un silenzio convulso
e ce ne stiamo lì a guardare
nadàl che sfila al neòn


prima che le mie scarpetterossenuove
scorrano via lucide
e se ci fossero ginger& fred
ci uscirebbe un tip

tap


così fred, il giorno dopo:

Federer è bello,
bravo ed elegante; nadal
una bestia, il campo centrale
più bello di notte
senza tifosi
francesi  


così ginger:

E io me li sogno
tutti, nella loro
veste e con le
loro pall(in)e migliori,
mentre estatica rimiro
quel capolavoro
di cioccolato guadagnato
ierisera dopo il
foie gras più buono
dell'esagono e i
cinquantenni
che ebbri ondeggiavano al suono
dei magnifici anni
ottanta..

[ musica: sogna ragazzo sogna ]




permalink | inviato da lacommarefuorisede il 6/6/2008 alle 1:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


31 maggio 2008


a mia mad(t)re

che io la chiamo beddramatre e a lei vien da ride

e oggi spegne sessantatré anni

e le metto da parte questo



a lei che dei regali non glien'è mai importato niente
a meno che non fossero simboli
allora quelli sì
e poi sempre a dire l'importante è per me
che tu e tua sorella andiate d'accordo
questo è il più grande regalo

a mia matre che mi ha cresciuto con l'amore per la letteratura
a mia madre che mi ha insegnato Perché la Letteratura
perché le parole sono importanti
quelle sulla gente come quelle sul mondo
a mia madre che
mi ha insegnato l'Umanità
distillandomi storie,
facendomi ruotare il caleidoscopio nell'altro senso
insegnandomi a deporre binocoli e telescopi
e a guardare cose e persone
per come sono
a mia madre che mi ha insegnato la Verità e la Sincerità
e i loro Costi
a mia madre che m'ha insegnato
la Precisione
e quant'è bbello andarci contro
a mia matre che anche quando non mi ha capita,
mi ha odiata o mi ha semplicemente sognata figlia ideale
combattendo una lotta
di cui ero l'oggetto ma non il soldato
quindi spesso combatteva una guerra in taglia unica
a mia madre che mi ha insegnato l'arte della guerriglia,
pure quella domestica mista a quella di trincea,
ma che pure mi ha insegnato a riflettere,
a dubitare sempre, a rimettersi in discussione come fossero giri di valzer,
a non cadere vittima dell'orgoglio e dell'intransigenza,
per finire inesorabimente nell'immensa dolcezza del ritrovarsi

accarezzandosi




                                                                                                           a mia madre despota illuminata
a mia madre e ai suoi libri
ché han sempre fatto della nostra famiglia
una famiglia non normale ma ben numerosa
e così il giorno che sono approdati in bagno e nel garage
abbiamo capito che era tempo di comprare una casa anche per loro

a mia mamma che faccio sempre tuttoìo
a lei che di studiare non la finiva mai, che ad aggiornarsi non rinunciava mai
perché diceva vedi, senò non ha senso
gli insegnanti hanno una responsabilità
sociale

così lei se ne stava lì, nel suo regno di charta e di parole un po' nere un po' bianche
e la sua lucina filtrava implacabile dal vetro della porta
anche se fuori faceva la notte
a mia madre che non capisce il siciliano
e che tanto s'indigna se mio padre lo parla
per questo io quando me ne sono andata fuorisede
gli scrivevo le lezioni di siciliano agli amichetti miei
così mia madre quando torna dal pescivendolo
e ci rracconta che le ha chiesto
signuramèa, àmmari ni vole?
e iddra in rrisposta ci fa à facce di bbalata
annoi ci fa rride assaj poi
quando ce lo 'conta
a mia matre che quando ci vado in vacanza
mi sveglia gentilmente (come dice iddra) all'otto di matina (da qui l'ossimoro) e
«che pesce vuoi per pranzo, amoremìo
«ZZZZpada»
a matremìa che m'ha letterariamente dimostrato
che non si deve lasciare orfana l'ipotesi
che alle volte se fai ride
fai meglio
a mia madre che me ne ha fatti trangugiare
di stimoli
lei che mi metteva in mano gli articoli delle pagine di cultura di repubblica
anche se dall'età della ragione lungi me ne stavo
a mia madre che mi ha fatto scoprire vargas llosa e steiner(george)
e i fiumi di ungaretti e paesaggi dell'anima di galimberti
le mie bbibbie pagane
a mia mà che non si è stancata d'intimarmi
di raddrizzare le spalle, alzare la testa
aprire gli occhi

a mia madre ultimo araldo dell'umanesimo
a mia madre che non sa accendere un piccì
figuriamoci un'imèil
a mia madre che ha imparato a leggere gli ess'emm'esse
un giorno che gliene mandai uno per sbaglio
e tra l'altro non era tanto ortodosso
perciò da quel giorno non se lo scordò come si leggono
nonché da autodidatta a imparato a scriverli
ipsa ultima degli umanisti

a mia madre che m'ha insegnato l'importanza della coerenza
ché senò sei un quaqquaraqquà
a mia madre che me l'ha insegnato
facendomi aprire gli occhi sulle innumerevoli contraddizioni
del mondo,
a rilevarle
nonché ad accoglierle in me
(come pure facìa iddra)
fino a farle addirittura mie
[e a(f)fare quindi un casinò]
a mia madre che m'ha insegnato che se le cose le fai
con una certa grazia o style o finezza
vengono sicuramente apprezzate di più
perché la qualità
è lei che dà il valore aggiunto
a mia madre che m'ha insegnato il senso e la bellezza del dare
e sempre la riconoscenza verso il dare degli altri
a mia madre che m'ha insegnato che si devono curare
le cose e le persone
ché tutto va innaffiato
e il tuo Giardino è importante

a mia matre che mi ha insegnato l'analisi sociale
e che in tal sede si puo' essere spietati
e che la coscienza civica deve arrivare
a più d'un passo fuori dalla porta di casatùa
a lei che mi ha fatto approdare al coraggio
di dire le cose scomode
a lei che mi ha rraccontato
storie e letterature
umane, tcioppo humanae
e fatti e disfatti
per capire infine che la gente non la puoi capire
davvero
ché ognuno fa le sue scelte
e che le scelte individuali sembrano spesso così assurde e guidate
da un demiurgo ebbro
se giudicate solo da fuori
ma che basta che ruoti il famoso caleidoscopio di una manciata di gradi
evvedichettiesce
anvedi checcicapisci di tutt'umpo'
a mia madre che mi ha sussurrato
che non bisogna fermarsi all'apparenza
ché quello che si vede fuori brilla spesso di luce non propria
e che allo stesso tempo non bisogna dimenticare
che anche l'apparire vuole la sua parte
dura lex sed accussì jè
ammiamatre che m'ha rrivelato che
non bisogna linearizzare la realtà
ovvero che non bisogna far retta di quello che si vede da fuori
ché quello che c'è dentro è spesso così diverso
anche contrario
e sempre e comunque più ellissoidale e logaritmico

a mia mammèma che che m'ha suggerito caldamente
il Senso degli Altri
a lei che m'ha aperto diverse finestre
sul Mondo dei Grandi
in vistoso anticipo
e, sbalzandomici,
mi ha creato differenze
soprattutto negli Occhi

a mia matre che m'ha dato pane e stoicismo
o forse quello era più
mio patre


a mia matre e ai suoi commenti
acuteggianti
anche quelli sprezzanti
sugli altri e su me

e tagliati stì capelli
ché vedi quanto ce li hai spampinati
a mia madre ché quante volte m'ha ululato
ma ti rrendi coonto-ooh? o nooo?!
a mia madre che mi aiutato a ora a superare
ora ad acuire
la mia innata timidezza
senso d'inadeguatezza, senso d'inappartenenza
a mia madre che c'entra qualcosa
se mi siedo sul bordo della sedia
a mia madre che mi ha insegnato
ad essere discreti
a non fare rumore
o a scardinare mondi
a mia madre che mi ha insegnato
a osare
pure a turbare
l'universo     anche
 a mia madre che

lo stesso sguardo inquieto /
la mia stessa ostinazione

come canta mario venuti

a mia madre che mi ha insegnato a fare delle persone
oltre che delle poesie
l'analisi del(la) testo(a)
ché in fondo la gente funziona come le parole
quante le allitterazioni, quanti gli ossimori
quante le sinestesie e le iperboli e le metonimie
i caratteri si ripetono
quelli della scrittura come quelli delle anime


a mia madre e alle sue Lezioni
di Vita
robba che la voj ammazzà
però poi son come er vino quello bbono
più si decantano e più quelle anatemiche, sagge
                                                               parole
te le ritrovi che ti scorrono dentro, che ti si sono impastate
colla pasta globulare e pupillare
e ti guidano
in quello che vedi, dici, decidi e fai
ti stanno guidando già
e ora lo sai pure

a mia madre e al Senso della Coscienza
di agire con coscienza
ecco pure questo me l'ha insegnato Lei
lei figlia dell'umbri colli
lei genuina come la sua ggente
come il sanguinaccio e le salcicce del cross
come la dondolo fattammano da suo padre
come i tigli a costeggiare il terrazzo
come i pomodori e le zucchine dell'orto prima dei campi di tabacco
che portavano a spuntone
a mia madre che mi ha insegnato
quant'èbbello andare in bicicletta
a mia madre che mi ha instillato l'amore
per i viaggi, e quant'è impagabile e quanto t'allungallarga
l'orizzonte mentale
il Viaggio

a mia madre che m'ha distillato l'Amore per la Cultura
qualunque essa(e) sia(no)
à mia mà che m'ha insegnato cosa vuol dire la Passione
(e che è meglio se nella vita ce ne hai almeno una
senò ci sta che, pure se c'hai degli interessi, ti senti comunque un po' vacante
invece se ce l'hai ti foreresti pure le muntagne
anche se certo le ferite dei fili spinati che ti fa passare
te le ritrovi tutte dentro prima che fuori)
compresa quella per l'inessenziale
perciò ammé mi piacciono i pupazzetti
e perciò quando parto mi tendo a portare dietro una casa
in scala

a mia madre che mi ha fatto capire
quanto vale avere coscienza
quanto sudore, anche
ma quanta differenza, poi
e quanta rivoluzione
di rango copernicano

a mia madre e
a certi suoi
inscalfibili tabù

a mia madre che le prime cassette
che ci comprò a me e sorrèma
furono quelle di cutugno, barbarossa e venditti
(anche allora era un mondo di berlusconi)


a mia madre che mi ha incesellato
               l'Arte dell'Attenzione
e che è cardinale come quella del Dubitare

a mia madre e al suo 'pane col pommidoro strusciato'
coll'oglio
a mia madre che un giorno le venne una cotta per il peperoncino
e ce lo infilava pure dentro ai toast del pomeriggio
roba che ci mancava solo dentr'allatte
ma noi questa cosa qui mica l'abbiamo mai capita

a mia madre che m'ha sempre urlato
di cambiare il taglio delle telefonate
a mia madre che mi ha trasudato
a intagliare il mondo
con occhi sempre un po' nuovi anche se le iridi
restavano le stesse

a mia matre che m'ha sempre spinto a flirtare con l'aumento della conoscenza,
a fare del curiosare un carissimo amico,
a ricercare di continuo, a superare i miei limiti e i miei complessi
anche se certo lei partecipava alla loro creazione e nutrizione
a mia matre e a quando le ho detto

à mà c'hai sc(qu)assato i cojoni
cò ttutta st'ansiangoscia

e iddra i cojoniii? ammééé??
e fu mattino prima che notte
per la luce di tutti i fulmini che zeussica mi lanciò
a mia madre DeaDomestica e all'occasione Sheriffa
di quel magnifico rito della pennica postprandiale che,
genius loci delle Famigghie del Mezzogiorno
quelle vere,
imponeva un quotidiano coprifuoco - robba che si rischiava la tripla razione
di peperoncino nel toast se incauta sbloccavi il telefono o cellulare che poi sarebbe stato,
o se sbattevi le porte, così attentando ammutinamento del Rito -
dalle duemmezzo alle quattrunquarto
(nella migliore delle ipotesi)
e poi tutti attavola
per il caffè di famiglia
la seconda colazione và
accussì io accominciavo i compiti alle cinque del pommerì
e alla mezzanotte i miei libri si trasformavano in beffe dei miei compagni

a mia madre e ai suoi
parliamo un po', dai.. raccontami un po'


                                                                        [ io & mia beddramatre ]

robe che l'arte della fuga se non ce l'hai dentro
hai un ottimo motivo per autoimpararla
a mia madre e a tutte le volte che si chiedeva
checcavolo mi attaccavo al telefono coi miei compagni di banco
dopo manco mezz'ora che tornavo da scuola
a mia madre e alle volte che l'ho vista piangere forte
che l'ho vista giù per colpa della vita
o per colpa mia
anche quelle volte che mi faceva incazzare ché sapevo che non c'aveva per niente ragione a piangere
e per di più quel vittimismo mi diventava una minaccia
a mia madre che mi minacciav'esortava
perché non parli?
bella facciadashchiaffi, (rr)rimarrai sola a(v)vita, ah

a mia mamma anche quando m'ha fatto piangere a scroscio
anche quando m'ha fatto fare scelte che non erano le mie
o che allora non sentivo tali
e allora mi sentivo violata
però oggi che hanno rivelato il loro senso
oggi le posso dire davvero grazie
ché in ogni caso anche le sofferenze che quelle scelte mi hanno fatto passare
mi hanno fatto crescere, a passi a volte più lunghi di quanto avrei altrimenti

a mia madre che mi ha tirato il telefono in testa mica una volta
a mia madre che ha brandito i pugn'inaria
a mia madre che quante volte m'ha detto ma ilaria!
a mia madre che ha fatto le notti
sulle mie tossi impenitenti
a mia matre che mi faceva i pentolini di acqua&alloro
per farmi aqquetare la gastrite

pure se certe volte me la faceva venire lei
a mia madre che non ha mai rinunciato ad insegnarmi
Educazione e Rispetto
a mia mà che per me ha voluto sempre il meglio
magari pure esagerando
però è sempre stato importante
sapere che qualcuno per me era pronto a tutto
anche se, certo, la contropartita era il meglio anche da parte mia
a mia madre anche quando mi sono accasciata sotto le sue aspettative
a mia mammà anche quando m'ha fatto perdere la bussola
a mia madre che non mi voleva comprare lo scutèr
ché teneva troppa fifa
a mia madre e a quel giorno in macchina
che fuori pioveva
mi diceva sei fuori carreggiata
torna da parigi e trova il lavoro della tua vita

a mia madre che sospettava
mah suppongo che ci saranno delle ragioni
se non vuoi tornare da parigi
ci starai meglio che a roma?


a mia madre e alla sua ostinata intelligenzintuizione,
costituzionale ansiangoscia,
pragmatica poetica,
fino a un'insospettabile ironia
a mia madre e al Respirosùo
metaforico e reale
ampi come quelli del MareMìo
anche se viene dagli appennini
e davanti casa c'aveva le pere e i tulipani

a mia mammamìa
che in fondo mi si augura temporanea
fuori dal biùtifool cauntri
e che ancor oggi in un cantuccio del cuorsuo tiene speme
d'un postofisso (statale o paratale)
e perdippiù meid in italì



ad Antonella e allo Scirocco
per le loro intrinseche caratteristiche caratteriali
perché ti spirano fuori fino a dentro le finestre dell'animacuore
e da compagni ti diventano magistri
                                 di Viaggio
presenze calde, asfissianti, malinconiche, uggioseffervescenti, sfavillanti,
magmatiche, cattedratiche,
irrinunciabili
sibilando tra gl'interstizî
s'insinuano nei precipizî
e generano solstizî

a mia madre e alle sue assurdità
roba che certe volte ci puoi aprire un bazar
ma ce ne sono anche di simpatiche
come ne sono anche di genetiche
a mia mamma che mi ha detto che è bello
avere occhibuoni sul mondo
sulle persone
a mia madre e alla fiera
delle sue amparanoje
a mia matre che vedeva il mio psicanalista
come una sorta di suo rivale
a mia madre che ha a cheffare
con quella 'inner & outer ilaria'
teorizzata da chi tutto era fuorché uno psy
a mia madre e al suo culto dei bagnoschiuma e degli shampoo
per continuare con quello degli yogurt scaduti (pertanto acidi lo sono comunque)
e forse finire con quello dei sacchetti di plastica (anche di carta, nunsebbuttagnentee)

a mia madre che mi ha fatto capire
che nella vita si deve essere buoni
ma attenzioni a essere coglioni
nonché ai cojoni


a mia madre che mi ha sempre ammonito
di stare all'erta
prima
e di fermarmi un attimo a riflessione
dopo
per trarvi insegnamento
e non fare le cose 'a muzzo',
poi:

'il famoso momento di riflessione (mancato)'
lo chiamava
ispirandosi di preferenza a mio patre


a mia madre (an)che (se) voleva essere
la mia migliore amica 
a mia madre che m'ha cresciuta
nel daleidetto ordine creativo
ovvero certe volte ti veniva da inneggiare ò criature
a mia madre che i peppe
li tramutava in beppe
a mia matre e al suo occhio impenitente
a mia madre e alla sua vis polemica
ai suoi dies irae
ai suoi temporali dell'anima
paesaggi ora innevati ora savanici d'un irrinunciabile Personaggio
a mia madre e alle sue esagerazioni
nonché alle sue geniali costernazioni
e ancora alla sua rigorosa inipocrisia
e, perchénnò, anche alla sua durezza

a mia madre e al suo saper trasmettere savoir dire oltre che faire
a mia madre per l'eccezionalità del suo savoir apprendre
nel senso francese quanto in quello italiano
à ma mère che m'ha infilato nello zaino il suo vocabolarietto di francese
giallosenape, lui figlio della fine degli anni sessanta
dentro me figlia della fine degli anni settanta
a mia madre e al suo amore per il piano
a quanto le piaceva sedersi in poltrona in silenzio
alle mie spalle mentre suonavon quei tasti
a mia madre e al sogno che non ho saputo realizzarle
però l'immens'amore per la musica
quello mi si è accasato dentro eccome

a mia madre che mi ha sempre detto non devi fare l'insegnante
senò diventi frustrata e tanto le tue passioni te le puoi sempre coltivare a latere

ammiamà che mi ha sempre metronomato non devi fare l'insegnante d'ita(g)liano
ché il futuro è di matematica, scienza & tec(chi)nolog(g)ia

a mia madre che m'ha fatto cambiare
scuola media perché la prof d'itagliano non la convinceva
a mia mater che m'ha fatto cambiare [tipo di] liceo
perché la prof di greco fallava
coraggio suo
madre coraggio, eh


a mia madre che s'incontra veramente con mio padre
a tardasera alla luce della sola tivvù
mentre lui a sgranocchiar pistacchi e insieme ad alchemizzar sentenze latinoggreche
io a questi mi sa che non li mica mai caputi
so solo che è da loro che son venuta fuori
mélange inedito di karm'anszia


a mia madre
anche se ostruzionaa 'l disìomìo d'iscrivermi a scienze della comunicazione
e soprattutto d'andare a studiare a bologna

anfatti roma vinxit omnia
a mia mammà anche se m'ha fatto deragliare
verso l'università privata
a mia madre che però non c'aveva la minim'idea
di chemminch** di gente ci trovi
dentro un'università privata
per noi nati meravigliosamente pubblici
per noi cor core senza test d'iscrizione

a mia madre anche se mi voleva chiamare
priscilla o eventualmente domitilla
(spero solo non entrambe)
a mia matre che s'è epicamente assuppata
la gang di sorelle di mio patre,
capitanate da bladymary
il che dice tutto

a mia madre e a tutte le volte che guardandola ho pensato
questa non è una famiglia normale
e da lì ho pensato che sei normale sei uno qualunque
e poi tanto normale non lo vuole essere nessuno,
anche se tutti dichiariamo il contrario
a lei che mi ha cresciuto con lo spauracchio del qualunquismo
per evitare il quale mi raccomandava di leggereleggere
                                                                     leggereee
a mia madre che m'ha trasmesso lo scrivere
mezzo di costante scoperta e rimpasto del mondo
come di te

e alla mia famiglia
perché solo oggi mi rrendo conto,
alla luce di tutti i figli e le famiglie che nelmentre ho incontrato,
che era molto più normale di tante altre
anzi per certi versi era un metro campione

a mia madre che ha cominciato a guardare la tivvù
e un giorno le venne la passione per un medico in famiglia
e quello passi pure
però certe volte si guarda pure quella che secondo me è spazzatura
però iddra a dire che tutto può insegnare
e vabbuò, enjoy à mà!

a mia madre che m'incalza
che non ho alibi per avere con la burocrazia
e la realtà a scadenze in generale
né con il Tempo come concetto
un tal rapporto di scaccomatto
ché quando voglio so aggirare la torre e pure l'alfiere
a mia madre quando mi guardo allo specchio
e me la rritrovo negli occhi
me la rritrovo che nuota, ora placida ora a cagnolino,
nei miei occhi impiena
a mia madre che sa nuotare solo a cagnolino (e manco),
a mia madre che mi ha portato tutte le estati della mia infanzia a nuotare
e mentre nuotavo leggeva
e mi faceva le foto quando esitavo sul trampolino
e guardavo l'obiettivo e facevo certe facce da mr bean
a mia madre che gli sport me li ha fatti fare tutti
pure la ginnastica artistica pure quella ritmica
anfatti se vede che ritmo che tengo
mancolicani

a mia madre che tutti dicono che le somiglio tanto
a quella madre che mi ha insegnato
la samuraica arte della autosvalutazione
insieme a quella della costante rivalutazione
a quella donna
che mi ha insegnato l'arte dell'ascoltare
a quella grande persona
che mi ha insegnato che la grandezza non è tale
se non è accompagnata da un'umiltà che lo è ancor più

a mia madre che ancora oggi
dopo diecianni che non abito più sotto la sua ala
la prima cosa che mi chiede nelle aspirant'interminabili assise telefoniche
è se ho mangiato (in un tempo non meglio identificabile ma ascrivibile ad una qualche declinazione
del presente) la frutta
ricordandomi poi che i kiwi contengono trevvolte la vitaminaccì delle arance
(lei, salute di repubblica e i malifascicoli delle enciclopedie mediche
sono un altro capitolo ancora)
e passando poi alle speranze che ora che sto all'estero
non frequento malecompagnie
(attipo che l'estero è peggio del bellopayse)
nonché alle chicche barbaramente classiche
non accettare caramelle né cose dolci dagli sconosciuti
e io invece quelle piccanti sì?


alla prima persona
che mi ha insegnato a prendere Appunti di Vita
a quell'insostituibile fèmmena
che ancor oggi, resistendo pure alle migliaia km di distanza che ci separano
mi cuce i bottoni, accorcia i pantaloni e rrattoppa l'anima
a mia madre e a quello che di me non può o non sa capire
o sa capire ma non accettare
neanche oggi
perché figlia d'un altro tempo e comunque d'un'altra testa
ma oggi la guerra è finita
perché intanto hanno scoperto che chi sa capire tutto
è molto infelice


a mia madre che mi ha illuminato
che la Vita è Prosa
però alla fine un po' ha ritrattato
e ci siamo armistiziate su una ProsaPoetica

a mia madre che piampiano m'ha insegnato
la Ratio della Vita
ché m'ha progettato per molti versi sgarrata
o meglio, disomologata
sghemba, inadatta o inacapace a incollarmi naturalmente
a certe cose così universalmente riconosciute
ed accettate
umane, insomma
per questo mi sentivo spesso un alieno
e la famosa sensazione di appartene
alla sartriana Specie Altra


a mia madre perché forse non è vero
che mi ha insegnato interamente lei tutte queste cose
o meglio
non tutte in maniera diretta
ché sicuramente
il mondo e le cose della vita
e le mie personalissime reazioni
hanno fatto la loro buonaparte
e lei a volte ha partecipato dandomi la sola spinta propulsiva
e certe cose le ho piuttosto acquisite
per spirito contrario o di disperazione
e maturate nonostante Lei
ma la sua presenza e partecipazione
erano comunque implicate

a mia Madre
grazie alla quale so checcos'è l'Amore
per endovena

a mia madre che m'ha insegnato l'antisintesi
(e questo post ne è una delle mille prove)

 

a mio padre che ha cooperato e s'è scornato con mia madre
mica pizz&ffichi à pà
(padre coraggio pure te)

                                                                     [ mio padtr&mia madtre ]


alla mia

e ai suoi lievi ricami di rughe

intagliate sopra quel sorriso che col tempo

s'allarga

e in profondità s'allunga


e io meglio mi sento


[ musiche:

ode to my family
perfect

in bianco e nero


portami a ballare




permalink | inviato da lacommarefuorisede il 31/5/2008 alle 17:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


29 maggio 2008


temp(i)o no.3/in ottave

non avevo mai pedalato

forte come stanotte





per un ideale
piuttosto che per una    
                 persona


la senna nella sua danza
                         [immobile

mi si faceva metronomo




permalink | inviato da lacommarefuorisede il 29/5/2008 alle 1:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


27 maggio 2008


il carosello del temp(i)o/della commedia all'europea

Mario Monicelli: «Una ricetta per l'Europa? La commedia europea»

Mario Monicelli (Foto: Gianmaria Zanotti/ Wikipedia)
Mario Monicelli (Foto: Gianmaria Zanotti/ Wikipedia)

The 93-year-old Italian director and father of the ‘commedia all’Italiana’ film genre, on the power of cinema, which ‘acts like a mirror, tells a story, but doesn’t preach’

As bleary-eyed as a surgeon on a 48-hour shift, enveloped in monastic silence and wearing a cap. This is Mario Monicelli, a cinema legend, as well as the father of ‘commedia all’Italiana’ or ‘Italian comedy-style’, a completely Italian film genre, characterised by levity but at the same time by satire and critique, which reached its peak between the fifties and sixties. 

I walk beside him silently, waiting to sit down and to find out what the future holds for ‘his’ comedy, and where cinema itself is heading. He walks slowly, curved but proud under the weight of
Monicelli was born in Viareggio, Tuscany (Photo: Ilaria La Commare)

93 years, more than sixty of which are marked by an illustrious prize-winning career in cinematography. To be precise, over 65 years, if you count his screenplays, directing, feature films, theatre and especially comedies. He has worked with all the greats, including Marcello Mastroianni, Alberto Sordi, Totò, Vittorio Gassmann, French actor Gérard Depardieu and even Pierpaolo Pasolini. 


Monicelli è nato a Viareggio (Foto: I.la Commare)
Monicelli & sugar (Foto: I.La Commare)

Actuellement Paris lui rend hommage : il doit présenter le livre L’expression triste qui fait rire. Totò et Monicelli (écrit par Adriana Settuario) et doit en donner un exemple, une leçon intitulée Monicelli par Monicelli, à la Cinémathèque Française. Le lieu lui consacre deux mois de rétrospective à l’occasion du 110e anniversaire de la naissance de Totò. Nous nous dirigeons dans une brasserie. Clap. Silence, ça tourne.

Le régional devient universel

« La comédie à l’italienne est une comédie qui ne concerne pas seulement les moeurs », explique Monicelli. On la voit souvent comme une satyre bourgeoise aux personnages définis au travers un prisme italien. Pourtant, le succès de Toto a voyagé bien au delà de la grande botte. ‘It is a light exchange between the characters, and it hinges on life and current events. Therefore the more regional it is, the more it becomes international, because it relies on universal factors. It starts with the musical score.’ E, effettivamente, chi se le dimentica più le musiche di Nino Rota a colonna sonora dell'Armata Brancaleone? O quelle de I soliti ignoti

I soliti ignoti (Foto gentilmente offerta da MM)
I soliti ignoti (Foto gentilmente offerta da MM)

In the meantime, his Earl Grey tea and my café noisette arrive. Beide haben so untypische italienische Bezeichnungen, dass wir beginnen, uns über die Ähnlichkeiten zwischen Italien und Frankreich zu unterhalten. "Wenn die Italiener etwas machen, dann machen sie es auf eine sehr "italienische" Art und Weise, aber sie versuchen es so zu machen, dass es für alle gut geht", sagt Monicelli.

One cannot help asking the father of I Soliti Ignoti where the commedia all'italiana comes from. ‘It comes from way back, from the commedia dell'arte, from the characters created by sixteenth century Italian writer and actor Ruzante and Machiavelli, to quote but two. One has to underline the fact that it’s called ‘comedy’ and not ‘tragedy’. It encompassed everything from love to death, passing through hunger, poverty, sickness and violence. Dabei wurde eine Hoffnungslosigkeit vermittelt, die aber trotzdem einen Hoffnungsschimmer enthält: nämlich durch den Humor."

On a certain Italian director lacking courage

'Le rose del deserto' was Monicelli's last work in 2006 (Image: ILC)
'Le rose del deserto' was Monicelli's last work in 2006 (Image: ILC)

As for the commedia all’italiana today: what can be said of Italian colleague Carlo Verdone, who many see as the heir to this type of comedy? ‘He’s a good director and a good actor but he has no courage. He only does comedy ‘not in the Italian style’. His work is characterised by cute films, even if well made, but where superficial things happen, where things turn out well. Always. The commedia all'italiana is the opposite: nothing is resolved and you’re left with a bittersweet feeling,’ he glosses. He puts his glasses down on his cap next to the teapot, and it starts to snow outside. 

Kto zaimponowal mu najbardziej wsród aktorów, scenarzystów i rezyserów z którymi wspólpracowal? « Moi, j’ai eu la chance de travailler avec des gens de grande qualité, qui avaient des choses à dire et un état d'esprit similaire au mien. Donc, avec eux, ça passait bien et vice versa. Nous partagions la même vision de la vie et de l’autonomie. »

You’ve got to laugh
[Nun ci resta che ride]

A Golden Lion for Career was awarded to the director at the 1991 Venice Film Festival (Photo: giando/ Flickr)
A Golden Lion for Career was awarded to the director at the
1991 Venice Film Festival (Photo: giando/ Flickr)

E siccome Monicelli di storia ne ha vista e ne ha fatta, ne approfitto per capire come vede il futuro, il cinema e l’Europa. «Il cinema si evolve parallelamente alla società: se quest'ultima si evolve, si evolve anche il cinema. L'uno è lo specchio dell'altra. Il problema? La società occidentale è in una fase di declino. Come sempre rilevo nei miei film», risponde amareggiato. And what is the cause of this decline? ‘It’s the law of the market; the strongest wins and gains most.’ Und hier ist er endlich: Der Monicelli, mit dessen verbitterten, zynischen und skeptischen Figuren Generationen von Italienern im 20. Jahrhundert aufgewachsen sind.

¿Es el cine poderoso? “Tiene el poder de reflejar, de contar una historia, pero no el poder de predicar”. Entonces, ¿solo narra sin actuar sobre los asuntos que trata? “Quizá, puede despertar el interés en el espectador, italiano o no, de intentar investigar más por sí mismo”.

« C’est l’économie qui mène l'Europe et, pour cette raison, la France s’intéresse à la Roumanie, par exemple », réplique-t-il de façon sèche (ou amère ?) lorsque je lui demande ce qu’il pense de cette Europe qui continue à s’élargir vers l’Est. Cette élargissement pourra cependant faire un contrepoids à la superpuissance américaine... “No, no. Ni Europa ni todo Occidente junto”. ¿Y el cine Americano? “Definitivamente, no se caracteriza por sus buenos personajes”. ¿Qué director destaca en el horizonte cinematográfico europeo?  "Jest jeden Wloch, Gianni Amelio, mysle o filmie 'Zlodzieje dzieci Rosetta'. I to by bylo na tyle". Le cinéma doit toucher le cœur ? « Le cœur ? L’esprit, plutôt ». Al momento di congedarsi gli domando una ricetta per l’Europa. Che fare? «Cambiare. Non fidarsi troppo della democrazia. Un consiglio? La commedia all'europea».



ilaria lacommare
translations by: mary maistrello (en), sophie janod (fr), pedro pic
ón (es), natalia sosin (de), adriana baranowska (pl)
and remixed by me

( in café babel )




permalink | inviato da lacommarefuorisede il 27/5/2008 alle 8:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


22 maggio 2008


temp(i)o no.2/(la fine del)la crisi

vendredi 23 mai à 19 h - La crise, avec Coline Serreau et Ilaria La Commare



Elle met en scène, au cinéma comme à l'opéra, elle compose et joue de l'orgue, elle dirige une chorale, elle joue la comédie et écrit des pièces de théâtre, elle danse et a pratiqué le trapèze: c'est peu dire que Coline Serreau est une artiste polyvalente, éclectique, complexe et engagée et qu'elle est certainement l'une des voix les plus singulières et fortes du cinéma français. Tout comme du cinéma mondial d'ailleurs, qu'elle conquiert avec son
troisième film, Trois hommes et un couffin. En 1992, son cinquième film, La crise , remporte lui aussi un énorme succès public. Elle y dresse un portrait au vitriol de la société française et interroge en profondeur toutes les belles certitudes des classes bourgeoises de cette fin de XXème siècle.
 Qui a oublié le regard médusé, groggy de Victor (Vincent Lindon, formidable archétype du mâle occidental en crise) face à une inéxorable perte de repères? Les films de Coline Serreau, avec extrême lucidité et beaucoup de tendresse, saisissent formidablement l'air de leur temps!

Alors pourquoi ne pas en faire un livre ? Pourquoi ne pas retranscrire sur papier et proposer à notre réflexion le scénario (primé par un César en 1993) de ce film-parabole, sorte de point final de la pensée radical-chic à la française, et encore tellement d'actualité: et peut-être tout spécialement dans l'Italie d'aujourd'hui...? C'est ce que s'est dit Ilaria La Commare, jeune journaliste italienne vivant à Paris, elle aussi engagée dans la société civile: le livre, publié par les éditions Leconte en italien, préfacé par Gianluca Bassi, reprend donc le scénario du film et l'interview qu'Ilaria a faite à Coline Serreau sur la genèse et l'architecture du film.

[ dal sito de la libreria ]





permalink | inviato da lacommarefuorisede il 22/5/2008 alle 8:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


20 maggio 2008


temp(i)o no.1

ma provava sollievo
          nel passare
            del Tempo

quel grande Scultore
invisibile
se non nei segni di poi
(un calendario è un metronomo )

----------Interruzione pagina ----------

poi

on ne voit
       pas le temps pqsser

scorreva tra le linee della mentesùa


                                           riemergevano  
         dal libro di francese del liceo


-----------Interruzione colonna -------



e sgranellava un sorriso


     se il tempo è uno scultore

                        [confortante

il Sentimento del Tempo
è la monofonia dpiù incomprensibile
                                              dell'Io


----Interruzione di pensiero---------


             si ricordò poi dei tempi
      in cui abitava a la fourche
    il portone rosso sull'avenue
     e i pensieri di quei tempi

confusi, e che eppure andavano avanti
per il solo fatto di crederci
          in maniera del tutto immanente

                    in quella Città


( continuerà )




permalink | inviato da lacommarefuorisede il 20/5/2008 alle 23:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
sfoglia     ottobre       
 
rubriche
Diario
esuli,italians
scripta mea
i miei articoli
recinti
in Hostelling Intl.
Big Commare is talkin'2iù
il giornalino di giancommare
le lezioni di Siciliano del giovedì
afo
e-mail a&e-mail to
recinti/paddocks
photoreportage
video_in_blog

cose
Ultime cose

Il mio profilo
da vedere
l'imprescindibile
cuntrastamu
mai biùtifool cauntri
lali(b)reria
radiodervish
galileo
rivist@
libera[i]lcafé
babelle
eskimo fuorisede
caffè europa
nessuno tv
c'era una volta la mia crisi
mé figghio condiviso
mé nipute à fimmina
mé nipute ù masculo
democraticofrancia
grameen bank
SciraC - a forza di essere vento
spera!
prUnErotik
fabiettamìa
Suka(ilSommo)
HamsterHerman
parmeggianii
enrico fa jpg
badenbadenbaden
heinz's
ibas'
11/10
stefanippo
hallouiiin'007
sizilien007
cavolettodibruxelles
sicilia(nna)'s2007
dellefieste
@casadipippi
riciputi's icons
viennali
tasciopartyreportage
yul scripsit
fiesta d'étééééééé
edit
rós
piers
emma dantessa
diario azzurro
pompì
rémi's
scrittudini
ma mouffe
equessolidale
sgrillo's & vitabba's
l'antico mestiere
allevi in joy
singita
radioalzo0
radioio
damase
elegiac mehldau
£
italiafuorisede

al mercato
portelkantaoui
laloggia dei sogni
baths
batalha
ai giardini
genovesi from sisily
dei cumpari vosgi
conchas
dorata
literatures
8mani
salati
beeeeer
solariamìaaa
en azulejos
per tulipani
ò raìs e la farfalla
dei caprioli
castello atlantico
lassù
&dolci
ar palladium
al villaggio

chez momò
bourré(e)
B5
roundrobin
radio aligre
ARTico mag
fonderia delle arti
mail-art
iojazzo
donne in via di sviluppo
trans
couscous for excel
le p'tit grec
il teatro nel ghetto
la fastuchera della Mortazza
rifrullati
casa intle d'è fèmmene
ddisonorevoli
senza veli
carovanantimafia
cc
ventotto/vinesimi
the opposite of fiorelli
scé maxìm's
il nome della cosa
surreali nature non morte
tv goes to atlantide
goodbye, Pizzo!
photoRAY
mongaFest

Cuntrablog
Collettivo di Desistenza
à maggica kkk
video-ecarte
maxhaim filmaker
gaelic john kennedy
giugen
galileo in blog
un sannita
radical panther
i suoi muri
francesco alla svezia
lorenzo's webgallery
photoarbumo dù zù jachino
marcone in perù
lele-baobab
simply enZo
babelizzati de roma
il photoblog di naus ponzi
blowup
bouleversée
Quark1Factory
Quark1FfaFotos
mon compère
la finestrella di bj
d'ascanius
del fabbricante di sogni
mon compère en musique
when we were dubliners
gattanna on the moon
marcello le book
vanilllinus
Sua Lungimiranza
boccyno
à rulla's photos
elenaccialaromanaccia
callotta
by SciraC
stéph
alex-a
berlinoenò
à peggioggioventù
beddrispicchi de parigggi
clémspeis
yolks
yolks in my kitchen
ziva'speis
io ne ho viste cose che..
pre-fête de printemps
fête de printemps
+fête de printemps
cerca
me l'avete letto 180432 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom