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1 dicembre 2008
Cuntrastamu pro Saviano & vs Mafias
SOSTEGNO A ROBERTO SAVIANO
(autore di Gomorra)
E CONTRO LE MAFIE
Sabato 6 dicembre 2008 Ore 15.00 – 19.00 Place d’Italie, Parigi
Voglio una vita. Voglio ridere e non parlare di me come se fossi un malato terminale.[ [Roberto Saviano, 15 ottobre 2008]
Le manifestazioni di solidarietà a Roberto Saviano, giovane scrittore minacciato di morte dalla Camorra, si allargano a macchia d'olio e arrivano anche a Parigi.
Salman Rushdie: "Roberto Saviano (...) corre un pericolo terribile." . "La mafia pone un problema ben più grave di quello che io stesso ebbi ad affrontare".
Dopo la petizione per Saviano, lanciata dal quotidiano La Repubblica e firmata da 17 Premi Nobel e oltre 250.000 persone, dopo i tantissimi blog e pagine Facebook in sostegno dello scrittore napoletano tocca alla Francia mobilitarsi.
I Nobel, Orhan Pamuk (scrittore turco), Mikhaïl Gorbatchev (vecchio presidente dell’URSS), Desmond Tutu (vescovo sudafricano), Günter Grass (scrittore tedesco), Dario Fo (drammaturgo italiano) e Rita Levi Montalcini (senatrice a vita e Nobel per la Medicina): “La libertà nella sicurezza di Saviano riguarda noi tutti, come cittadini” “è intollerabile che tutto questo possa accadere in Europa e nel 2008”.
In Francia, paese fondatore dei diritti dell'uomo e del cittadino, e a Parigi, si deve creare un fronte compatto di cittadini che si oppongono ad ogni tentativo di attacco alla libertà d'espressione, alle libertà fondamentali, cemento della nostra società; un fronte che non può e non vuole rimanere impassibile agli affari mafiosi.
Roberto Saviano: “La mafia é l'economia più grande d'Italia, e sicuramente una delle più grandi d'Europa. Può la Francia rinunciare agli investimenti del narcotraffico?” A Parigi, giornalisti, professori e personalità varie, interverranno per spiegare quello che sono le mafie e i pericoli che esse rappresentano nel nostro continente e nella nostra società.
L'Associazione Democratici Parigi, insieme a Libera, l'associazione antimafia Cuntrastamu.org, il blog Io sono fratello di Saviano vi invitano a una mobilitazione aperta a tutti, con lettura pubblica di "Gomorra" e altri testi sulla mafia e la criminalità organizzata e alla distribuzione di pizzini che si terrà a Place d'Italie, sabato 6 dicembre dall 15 alle 19.
Sostenere Roberto Saviano e manifestare contro tutte le mafie è un atto di responsabilità verso la nostra società.
La Francia non può tacere!
Contatti stampa: http://sites.google.com/site/prosavianoecontrolemafie pro.saviano.e.contro.le.mafie@gmail.com (+33) 6 36 19 97 19

link consijiati: Les Mafias par Fabrice Rizzoli
| inviato da lacommarefuorisede il 1/12/2008 alle 23:28 | |
28 ottobre 2008
Grani di Tiglio
Grani
di tiglio Intesseremo le nostre estati Cantando in terrazze
di isole Sfiorando le acque di sale
nel sole
Bruceremo
in silenzi nel giorno che batte Giocando con dolci di acque
sotto le lenzuola dei fili
Sentiremo la vena Vivendo le
voci
Di piazze di pietra
Tappeti di tiglio
| inviato da lacommarefuorisede il 28/10/2008 alle 0:39 | |
14 giugno 2008
Cuntrastamu goes to Forum
Forum des associations italiennes 2008
Boulevard Auguste Blanqui, le 14 juin 2008 Venez nous retrouver !
Le 14 juin prochain aura lieu
le quatrième Forum des associations italiennes, boulevard Auguste
Blanqui, dans le XIIIe arrt de Paris. Environ 45 associations, de
toutes sortes, vont étaler leur passion pour la Botte.
Comme l’année dernière, notre site sera présent. Vous nous trouverez au
stand numéro 6, le sixième sur la gauche en venant de la place
d'Italie. Nous vous attendons nombreux pour vous rencontrer, connaître
vos suggestions, critiques, et autres concernant L'Italie à Paris ou
tout simplement pour boire un verre ensemble.

Comme toutes les années le forum des association italienne a lieu dans le cadre de la semaine italienne
du 13ème arrondissement de Paris. Initié par Focus Magazine, depuis
toujours proche des associations, le Forum souhaite donner un moment de
visibilité à toutes les
associations, indépendamment du budget dont elles disposent. Parmi les
nouveautés de cette année, le “vivier”, un espace consacré aux
associations “in progress” ou nouvellement créées, trop jeunes pour
pouvoir assurer un stand.
Et ensuite la programmation culturelle de cette journée, avec deux expositions de Claudio Di Palma, Land Artist,
et le spectacle fascinant “Voyage en Italie” de Josephine Lazzarino.
Toute la journée Claudio di Palma de l’association "Non è fantastico!",
architecte et Land Artist, qui vit entre les Abruzzes et Paris, expose deux de ses œuvres “éphémères”.
Quant à Josephine Lazzarino, elle a mis au point un spectacle unique, un voyage de rythme et de langages.
Après le succès des trois précédentes éditions, nul doute que vous
serez encore très nombreux à parcourir ce petit coin d’Italie installé
boulevard Auguste Blanqui.
Il ne faut pas oublier pas le concert de Daniele Groff, organisé par
Focus et le Forum des Associations italiennes, le 15 juin 2008, sur le
parvis de la Mairie.
Informations pratiques :Boulevard Blanqui Dates : le 14 juin 2008 de 10h à 18hEn savoir plus sur la semaine italienne e sul IV Forum delle Associazioni itagliane [ du site l'italie à paris.net ]
| inviato da lacommarefuorisede il 14/6/2008 alle 8:52 | |
7 giugno 2008
un orribile, biùtifool cauntri

Un
orribile belpaese Intervista
ai registi di Biùtiful Cauntri
“La
criminalità ambientale ha attori borderline: tra la
criminalità organizzata e una criminalità che fa
profitti”: intervista ai registi di Biùtiful cauntri
Incontriamo
i registi di Biùtiful cauntri, Esmeralda
Calabria, Andrea D'Ambrosio e Peppe Ruggiero,
a Parigi, all'indomani della proiezione in anteprima organizzata
dall'Istituto italiano di cultura. Il documentario uscirà in
Francia il 16 luglio, Cuntrastamu se ne fa sponsor e discute con i
registi sulla longa
manus
dell'ecomafia.
Cominciamo
con la lettura di una proprio di stamattina (29 maggio): “Rifiuti:
smaltimento abusivo, 7 arresti a Torino – Per risparmiare sullo
smaltimento dei rifiuti gestivano abusivamente rifiuti pericolosi e
non, tra cui l'amianto: 7 persone sono state arrestate dai
carabinieri di Torino, tra le quali il direttore dell'Asa di
Castellamonte (TO), consorzio a partecipazione pubblica che si occupa
dello smaltimento e il recupero dei rifiuti per circa 90 comuni della
provincia di Torino, ritenuto dagli inquirenti la mente
dell'organizzazione. Altre 4 persone, coinvolte a vario titolo nel
ciclo illecito parallelo dei rifiuti, sono state indagate a piede
libero. (...) Riscontrati anche danni ambientali dovuti alle
infiltrazioni tossiche nei terreni e nelle falde acquifere.
L'organizzazione operava da almeno tre anni”. E da qui passiamo
alle intercettazioni telefoniche che abbiamo ascoltato nel vostro
Biùtiful cauntri: l'ecomafia, come la mafia in generale, non
sta dunque soltanto negli epicentri di mafia e camorra, ovvero
Sicilia e Campania?
Peppe
Ruggiero:
“Non mi meraviglia, visto che quotidianamente ci sono lanci
d'agenzia sullo smaltimento illecito dei rifiuti in tutta Italia.
Però l'esperienza che ho maturato mi fa dire che non tutto può
sempre essere collegato, quando si parla di smaltimento illecito di
rifiuti, alla criminalità organizzata. E' una criminalità
ambientale che, nel caso delle regioni del Sud, come è stato
dimostrato dalle carte della magistratura e dalle relazioni
parlamentari dell'antimafia, subisce l'interesse diretto di camorra,
'ndrangheta e mafia, mentre in altre regioni è più una
criminalità ambientale, in cui l'interesse della criminalità
di stampo mafioso non è detto che ci sia, ma è ancora
prima una questione di profitto, di mercato. Per smaltire
illegalmente e abbattere così i costi del 70-80%. Non è
quindi un caso che negli ultimi tre anni laddove ci sono state
inchieste, soprattutto da Roma in su, i primi ad essere stati
coinvolti siano stati i dipendenti pubblici e gli industriali:
rappresentanti del mercato, del luogo in cui convergono offerta e
domanda. La criminalità ambientale ha attori borderline: tra
la criminalità organizzata e una criminalità che fa
profitti”.
Con
che obiettivo avete realizzato questo documentario? Con quello di
un'inchiesta o con uno spirito più narrativo-denunciatorio di
una realtà che non è nota in tutte le sue
sfaccettature?
Esmeralda
Calabria:
“L'intento – parlo per me e spero sia stato così anche per
Andrea e Peppe – era quello di raccontare attraverso le immagini
qualcosa di cui si era sentito parlare e che si era letto su giornali
e libri. Io penso che la notizia di queste discariche abusive nel
Nord Italia sia importante perché denota un'apertura
sull'argomento, del quale si comincia finalmente a parlare, per poi
denunciare e quindi lavorarci anche dal punto di vista legale. E
credo che Biùtiful cauntri sia stato utile perché ha un
po' rivelato i meccanismi che regolano questi traffici illegali
ambientali. Che volevamo raccontare attraverso le immagini, che
spesso hanno una forza superiore a quella delle parole: con la
speranza quindi di informare più gente e di smuovere di più
le coscienze”.
Come
giudicate l'impatto che Biùtiful cauntri sta avendo al momento
in Italia, e quali sono gli effetti che vi aspettate che sortirà
in Francia e all'estero in generale?
Andrea
D'Ambrosio:
“In Italia è uscito in venti copie in 7 marzo, e certo ha
avuto una distribuzione più limitata rispetto a quella d'un
film normale: a Napoli è stato un mese al Modernissimo, un
grande cinema che sta in centro, poi l'hanno tolto e ora stiamo
facendo proiezioni capillari in varie città, dove noi tre
presenziamo regolarmente. L'impatto è stato positivo: è
importante innanzitutto il fatto che, in quanto documentario, sia
uscito in sala, e conta tanto anche il fatto che abbia ottenuto tanta
eco nei giornali e nei media in generale. E certo speriamo che aiuti
a far prendere coscienza del problema, come diceva Esmeralda, in
Italia come in Francia e all'estero”.
Il
Parlamento europeo ha appena conferito agli ecoreati il rango di
reati ambientali, punibili con sanzioni pecunarie o reclusione.
L'Italia deve ora integrarli nel suo codice penale, vi sentite
ottimisti in materia? Chiedo soprattutto a te, Peppe, che sei uno dei
curatori del rapporto Ecomafia di Legambiente...
Peppe
Ruggiero:
“E' un film già visto, l'ennesimo tentativo della Comunità
europea, che ha emesso una direttiva che adesso deve essere recepita
a livello nazionale. In Italia sono dieci anni che la proposta di
legge per introdurre i delitti ambientali nel codice penale è
bloccata e a ogni nuovo governo s'invoca affinché tale
proposta goda di un canale preferenziale, con gli esiti noti. Però
quando il governo Berlusconi si è trovato davanti alla gente
che protestava sulla questione dell'emergenza dei rifiuti, è
riuscito ad essere risolutivo e nel giro si due giorni ha emanato un
decreto legge che prevedeva pene fino a cinque anni di arresto per
chi vieta lo smaltimento in discarica: allora perché non si
riesce a tenere contro gli ecocriminali? La notizia di stamattina
sullo smaltimento abusivo a Torino mi solleva, per il solo fatto che
la cosa non sia passata in sordina. C'è un articolo nel
decreto di Berlusconi, che concede alle discariche campane di
smaltire i rifiuti tossici pericolosi, cosa che non esiste in nessun
paese europeo. Era passato inosservato, nonostante qualcuno l'avesse
forse denunciato, mentre oggi i giornali aprono con la notizia di cui
sopra".
Nel
documentario c'è un dialogo che colpisce tantissimo: “Questa
è proprietà privata” – “E di chi è?” –
Dello Stato”.
Qual è secondo voi la ricetta che potrebbe essere l'antidoto a
quello che è un deficit italiano, prima che economico, proprio
di Stato, e sul quale s'innestano, a livello nazionale, le varie
forme di mafia, camorra e 'ndrangheta? I film, i documentari, le
associazioni e tutti gli attori che agiscono a livello sociale,
possono essere così efficaci al punto di imprimere una nuova
direzione al tessuto sociale?
Esmeralda
Calabria:
“Quella frase è effettivamente emblematica, fa anche ridere
un po'. D'un emblematico che riflette anche una sorta d'ingenuità
delle persone: la proprietà privata non può essere
dello Stato, e quello che è dello Stato è di tutti.
Riconoscendo allo Stato una specie di autorità a cui è
permesso tutto: segnale, questo, che fa ben capire quanto sia
difficile il rapporto tra le istituzioni e il cittadino. Che, anche
quando prova a protestare, arriva a dubitare del fatto di averne
diritto, essendo spesso evasivala risposta delle istituzioni. E'
questo secondo me il buco più grosso che c'è, e che fa
sì che la gente acquisisca e interiorizzi una mentalità
di questo tipo, per cui quello che fa lo Stato, al di là delle
critiche, lo si percepisce come impossibile da cambiare. C'è
quindi una difficoltà nel sostenere i propri diritti. Non
penso che un documentario, un film, un libro possano cambiare delle
cose così radicate, ma è comunque importante il fatto
che si cominci a parlare di questi argomenti...”
Si
veda il successo di Gomorra, vincitore a Cannes del Gran premio della
giuria...
Esmeralda:
“Certo, già il libro ha costituito un'apertura fondamentale:
io penso che la cosa più importante di quel libro sia quello
di aver fatto rendere conto alla gente che esiste la camorra, che non
è affatto stata debellata e a quale livello si è
solidificata, radicata nelle istituzioni, diventando al contempo
qualcosa di culturalmente più elevato rispetto all'idea che se
ne poteva avere prima. Questo è stato una specie di shock per
tutti, e se n'è cominciato a parlare. E credo che il nostro
documentario abbia, a suo modo, chiarito delle cose, mostrato con le
immagini una realtà scioccante, anche per noi quando andavamo
in loco a girare”
Infatti
ci sono scene che attaccano allo schermo e colpiscono allo
stomaco...
Esmeralda:
“Certo, perché non puoi credere che sia così vero e
sotto gli occhi di tutti... E ripensando alla notizia di oggi su
Torino, il rischio è che si guardi la Campania come la sola
regione intossicata. Mentre le regioni del Nord non ne sono immuni, e
noi quando andiamo in giro a presentare Biùtiful cauntri ce ne
rendiamo conto, nel momento in cui le persone in sala dicono Anche
noi qui a Padova abbiamo questo problema... anche noi qui a
Venezia... E il fatto che se ne parli comincia a dimostrare che
questo è un problema che riguarda l'intero paese. Che in
quanto tale implica una responsabilità molto più
ampia”.
Pubblicato
il 5
giugno 2008
di
Ilaria
La Commare
su
Cuntrastamu
| inviato da lacommarefuorisede il 7/6/2008 alle 13:52 | |
6 giugno 2008
paris, garros
il
foie gras più bbono dell'esagono c'ha una coppola di lenticchie e
il grasso dai fianchi a
distillare occhistanchi dopo
le benevole onde d'una giornata non qualunque
una
che canta canzoni anniottanta e
certi cinquantenni che le si ondeggiano dinanzi coi
calici innanzi mentre
altri ancora meno certi se
la giocano a flipper calice
a tempiatavolo
la
gente nei tavoli parla
e a guardarla da fuori sembra un playback
e
forse anche da dentro
mentre
la pizza alle melanzan&zzucchine
regala
una rara serenità
e
il quartiere dei formaggi
promette
già un letto roqu&fort
mentre
noi parliamo d'amori stagionati o
proprio scaduti e
io starnutisco e me ne esco con la storia del
gene dell'amore sbagliato
poi
davanti ai campi in tregua stendiamo
un silenzio convulso e
ce ne stiamo lì a guardare nadàl
che sfila al neòn

prima
che le mie scarpetterossenuove scorrano
via lucide e
se ci fossero ginger& fred ci
uscirebbe un tip
tap
così fred, il giorno dopo:
Federer è bello, bravo ed elegante; nadal una bestia, il campo centrale più bello di notte senza tifosi francesi
così ginger:
E
io me li sogno tutti, nella loro veste e con le loro
pall(in)e migliori, mentre estatica rimiro quel capolavoro di
cioccolato guadagnato ierisera dopo il foie gras più
buono dell'esagono e i cinquantenni che ebbri ondeggiavano
al suono dei magnifici anni ottanta.. [ musica: sogna ragazzo sogna ]
| inviato da lacommarefuorisede il 6/6/2008 alle 1:7 | |
31 maggio 2008
a mia mad(t)re
che
io la chiamo beddramatre e a lei vien da ride
e
oggi spegne sessantatré anni
e
le metto da parte questo

a
lei che dei regali non glien'è mai importato niente a
meno che non fossero simboli allora
quelli sì e
poi sempre a dire l'importante è per me che
tu e tua sorella andiate d'accordo questo
è il più grande regalo a
mia matre che mi ha cresciuto con l'amore per la letteratura a
mia madre che mi ha insegnato Perché la Letteratura perché
le parole sono importanti quelle sulla gente come quelle sul
mondo a
mia madre che mi
ha insegnato l'Umanità distillandomi
storie, facendomi
ruotare il caleidoscopio nell'altro senso insegnandomi
a deporre binocoli e telescopi e
a guardare cose e persone per
come sono a
mia madre che mi ha insegnato la Verità e la Sincerità e
i loro Costi a mia madre che m'ha insegnato la Precisione e quant'è bbello andarci contro a
mia matre che anche quando non mi ha capita, mi
ha odiata o mi ha semplicemente sognata figlia ideale combattendo
una lotta di
cui ero l'oggetto ma non il soldato quindi
spesso combatteva una guerra in taglia unica a
mia madre che mi ha insegnato l'arte della guerriglia, pure
quella domestica mista a quella di trincea, ma
che pure mi ha insegnato a riflettere, a
dubitare sempre, a rimettersi in discussione come fossero giri di
valzer, a
non cadere vittima dell'orgoglio e dell'intransigenza, per
finire inesorabimente nell'immensa dolcezza del ritrovarsi
accarezzandosi 
a
mia madre despota illuminata a
mia madre e ai suoi libri ché
han sempre fatto della nostra famiglia una
famiglia non normale ma ben numerosa e
così il giorno che sono approdati in bagno e nel garage abbiamo
capito che era tempo di comprare una casa anche per loro
a
mia mamma che faccio sempre tuttoìo a
lei che di studiare non la finiva mai, che ad aggiornarsi non
rinunciava mai perché
diceva vedi, senò non ha senso gli
insegnanti hanno una responsabilità sociale così
lei se ne stava lì, nel suo regno di charta e di parole un po'
nere un po' bianche e
la sua lucina filtrava implacabile dal vetro della porta anche
se fuori faceva la notte a
mia madre che non capisce il siciliano e
che tanto s'indigna se mio padre lo parla per
questo io quando me ne sono andata fuorisede gli
scrivevo le lezioni di siciliano agli amichetti miei così
mia madre quando torna dal pescivendolo e
ci rracconta che le ha chiesto signuramèa,
àmmari ni vole? e
iddra in rrisposta ci fa à facce di bbalata annoi
ci fa rride assaj poi quando
ce lo 'conta a
mia matre che quando ci vado in vacanza mi
sveglia gentilmente (come dice iddra) all'otto di matina (da qui
l'ossimoro) e «che
pesce vuoi per pranzo, amoremìo?» «ZZZZpada» a matremìa che m'ha letterariamente dimostrato che non si deve lasciare orfana l'ipotesi che alle volte se fai ride fai meglio a
mia madre che me ne ha fatti trangugiare di stimoli lei che mi metteva in mano gli articoli delle pagine di cultura
di repubblica anche
se dall'età della ragione lungi me ne stavo a
mia madre che mi ha fatto scoprire vargas llosa e steiner(george) e i fiumi di ungaretti e paesaggi dell'anima di galimberti le mie bbibbie pagane a mia mà che non si è stancata d'intimarmi di raddrizzare le spalle, alzare la testa aprire gli occhi
a
mia madre ultimo araldo dell'umanesimo a
mia madre che non sa accendere un piccì figuriamoci
un'imèil a
mia madre che ha imparato a leggere gli ess'emm'esse un
giorno che gliene mandai uno per sbaglio e
tra l'altro non era tanto ortodosso perciò da quel giorno non se lo scordò come si leggono nonché da autodidatta a imparato a scriverli ipsa ultima degli umanisti
a
mia madre che m'ha insegnato l'importanza della coerenza ché
senò sei un quaqquaraqquà a mia madre che me l'ha insegnato facendomi aprire gli occhi sulle innumerevoli contraddizioni del mondo, a rilevarle nonché ad accoglierle in me (come pure facìa iddra) fino a farle addirittura mie [e a(f)fare quindi un casinò] a
mia madre che m'ha insegnato che se le cose le fai con
una certa grazia o style o finezza vengono
sicuramente apprezzate di più perché
la qualità è
lei che dà il valore aggiunto a
mia madre che m'ha insegnato il senso e la bellezza del dare e
sempre la riconoscenza verso il dare degli altri a mia madre che m'ha insegnato che si devono curare le cose e le persone ché tutto va innaffiato e il tuo Giardino è importante
a
mia matre che mi ha insegnato l'analisi sociale e che in tal sede
si puo' essere spietati e che la coscienza civica deve arrivare a
più d'un passo fuori dalla porta di casatùa a lei
che mi ha fatto approdare al coraggio di dire le cose scomode a
lei che mi ha rraccontato storie
e letterature umane, tcioppo humanae e fatti
e disfatti per
capire infine che la gente non la puoi capire davvero ché
ognuno fa le sue scelte e
che le scelte individuali sembrano spesso così assurde e
guidate da
un demiurgo ebbro se
giudicate solo da fuori ma
che basta che ruoti il famoso caleidoscopio di una manciata di gradi evvedichettiesce anvedi
checcicapisci di tutt'umpo' a
mia madre che mi ha sussurrato che
non bisogna fermarsi all'apparenza ché quello che si vede fuori brilla spesso di luce non propria e che allo stesso tempo non bisogna dimenticare che anche l'apparire vuole la sua parte dura lex sed accussì jè ammiamatre che
m'ha rrivelato che non bisogna linearizzare la realtà ovvero
che non bisogna far retta di quello che si vede da fuori ché
quello che c'è dentro è spesso così diverso anche
contrario e
sempre e comunque più ellissoidale e logaritmico
a mia mammèma che che m'ha suggerito caldamente il Senso degli Altri a lei che m'ha aperto diverse finestre sul Mondo dei Grandi in vistoso anticipo e, sbalzandomici, mi ha creato differenze soprattutto negli Occhi a mia matre che m'ha dato pane e stoicismo o forse quello era più mio patre
a
mia matre e ai suoi commenti acuteggianti anche quelli sprezzanti sugli
altri e su me e
tagliati stì capelli ché
vedi quanto ce li hai spampinati a mia madre ché quante volte m'ha ululato ma ti rrendi coonto-ooh? o nooo?! a mia madre che mi aiutato a ora a superare ora ad acuire la mia innata timidezza senso d'inadeguatezza, senso d'inappartenenza a mia madre che c'entra qualcosa se mi siedo sul bordo della sedia a mia madre che mi ha insegnato ad essere discreti a non fare rumore o a scardinare mondi a mia madre che mi ha insegnato a osare pure a turbare l'universo anche a
mia madre che lo
stesso sguardo inquieto / la mia stessa ostinazione come
canta mario venuti
a
mia madre che mi ha insegnato a fare delle persone oltre
che delle poesie l'analisi
del(la) testo(a) ché
in fondo la gente funziona come le parole quante
le allitterazioni, quanti gli ossimori quante
le sinestesie e le iperboli e le metonimie i
caratteri si ripetono quelli
della scrittura come quelli delle anime
a
mia madre e alle sue Lezioni di Vita robba
che la voj ammazzà però
poi son come er vino quello bbono più
si decantano e più quelle anatemiche, sagge parole te
le ritrovi che ti scorrono dentro, che ti si sono impastate colla pasta globulare e pupillare e
ti guidano in
quello che vedi, dici, decidi e fai ti
stanno guidando già e
ora lo sai pure a
mia madre e al Senso della Coscienza di agire con coscienza ecco
pure questo me l'ha insegnato Lei lei
figlia dell'umbri colli lei
genuina come la sua ggente come il sanguinaccio e le salcicce del cross come la dondolo fattammano da suo padre come i tigli a costeggiare il terrazzo come
i pomodori e le zucchine dell'orto prima dei campi di tabacco che
portavano a spuntone a
mia madre che mi ha insegnato quant'èbbello
andare in bicicletta a
mia madre che mi ha instillato l'amore per
i viaggi, e quant'è impagabile e quanto t'allungallarga l'orizzonte
mentale il
Viaggio
a
mia madre che m'ha distillato l'Amore per la Cultura qualunque
essa(e) sia(no) à mia mà che m'ha insegnato cosa vuol dire la Passione (e che è meglio se nella vita ce ne hai almeno una senò ci sta che, pure se c'hai degli interessi, ti senti comunque un po' vacante invece se ce l'hai ti foreresti pure le muntagne anche se certo le ferite dei fili spinati che ti fa passare te le ritrovi tutte dentro prima che fuori) compresa
quella per l'inessenziale perciò
ammé mi piacciono i pupazzetti e
perciò quando parto mi tendo a portare dietro una casa in
scala
a
mia madre che mi ha fatto capire quanto
vale avere coscienza quanto
sudore, anche ma
quanta differenza, poi e
quanta rivoluzione di
rango copernicano a mia madre e a certi suoi inscalfibili tabù
a mia madre che le prime cassette che ci comprò a me e sorrèma furono quelle di cutugno, barbarossa e venditti (anche allora era un mondo di berlusconi)
a
mia madre che mi ha incesellato l'Arte
dell'Attenzione e
che è cardinale come quella del Dubitare a mia madre e al suo 'pane col pommidoro strusciato' coll'oglio a mia madre che un giorno le venne una cotta per il peperoncino e ce lo infilava pure dentro ai toast del pomeriggio roba che ci mancava solo dentr'allatte ma noi questa cosa qui mica l'abbiamo mai capita a mia madre che m'ha sempre urlato
di cambiare il taglio delle telefonate
a mia madre che mi ha trasudato
a intagliare il mondo
con occhi sempre un po' nuovi anche se le iridi
restavano le stesse
a
mia matre che m'ha sempre spinto a flirtare con l'aumento della conoscenza, a fare del curiosare un carissimo amico, a
ricercare di continuo, a superare i miei limiti e i miei complessi anche
se certo lei partecipava alla loro creazione e nutrizione a
mia matre e a quando le ho detto à
mà c'hai sc(qu)assato i cojoni cò
ttutta st'ansiangoscia e
iddra i cojoniii? ammééé?? e
fu mattino prima che notte per
la luce di tutti i fulmini che zeussica mi lanciò a
mia madre DeaDomestica e all'occasione Sheriffa di quel magnifico rito della pennica
postprandiale che, genius
loci delle Famigghie del Mezzogiorno quelle
vere, imponeva
un quotidiano coprifuoco - robba che si rischiava la tripla razione di
peperoncino nel toast se incauta sbloccavi il telefono o cellulare
che poi sarebbe stato, o
se sbattevi le porte, così attentando ammutinamento del Rito - dalle
duemmezzo alle quattrunquarto (nella
migliore delle ipotesi) e
poi tutti attavola per
il caffè di famiglia la
seconda colazione và accussì
io accominciavo i compiti alle cinque del pommerì e
alla mezzanotte i miei libri si trasformavano in beffe dei miei
compagni
a mia madre e ai suoi parliamo
un po', dai.. raccontami un po'  [ io & mia beddramatre ]
robe
che l'arte della fuga se non ce l'hai dentro hai
un ottimo motivo per autoimpararla a mia madre e a tutte le volte che si chiedeva checcavolo mi attaccavo al telefono coi miei compagni di banco dopo manco mezz'ora che tornavo da scuola a mia madre e alle volte che l'ho vista piangere forte che l'ho vista giù per colpa della vita o per colpa mia anche quelle volte che mi faceva incazzare ché sapevo che non c'aveva per niente ragione a piangere e per di più quel vittimismo mi diventava una minaccia a mia madre che mi minacciav'esortava perché non parli? bella facciadashchiaffi, (rr)rimarrai sola a(v)vita, ah
a
mia mamma anche quando m'ha fatto piangere a scroscio anche
quando m'ha fatto fare scelte che non erano le mie o
che allora non sentivo tali e
allora mi sentivo violata però
oggi che hanno rivelato il loro senso oggi
le posso dire davvero grazie ché
in ogni caso anche le sofferenze che quelle scelte mi hanno fatto
passare mi
hanno fatto crescere, a passi a volte più lunghi di quanto
avrei altrimenti
a
mia madre che mi ha tirato il telefono in testa mica una volta a
mia madre che ha brandito i pugn'inaria a
mia madre che quante volte m'ha detto ma ilaria! a mia madre che ha fatto le notti sulle mie tossi impenitenti a mia matre che mi faceva i pentolini di acqua&alloro per farmi aqquetare la gastrite pure se certe volte me la faceva venire lei a
mia madre che non ha mai rinunciato ad insegnarmi Educazione
e Rispetto a
mia mà che per me ha voluto sempre il meglio magari
pure esagerando però
è sempre stato importante sapere
che qualcuno per me era pronto a tutto anche se, certo, la
contropartita era il meglio anche da parte mia a
mia madre anche quando mi sono accasciata sotto le sue aspettative a
mia mammà anche quando m'ha fatto perdere la bussola a mia madre che non mi voleva comprare lo scutèr ché teneva troppa fifa a mia madre e a
quel giorno in macchina che fuori pioveva mi
diceva sei fuori carreggiata torna
da parigi e trova il lavoro della tua vita a
mia madre che sospettava mah
suppongo che ci saranno delle ragioni se
non vuoi tornare da parigi ci
starai meglio che a roma?

a
mia madre e alla sua ostinata intelligenzintuizione, costituzionale ansiangoscia, pragmatica poetica, fino a un'insospettabile ironia a
mia madre e al Respirosùo metaforico e reale ampi
come quelli del MareMìo anche
se viene dagli appennini e
davanti casa c'aveva le pere e i tulipani a mia mammamìa che in fondo mi si augura temporanea fuori dal biùtifool cauntri e che ancor oggi in un cantuccio del cuorsuo tiene speme d'un postofisso (statale o paratale) e perdippiù meid in italì
ad Antonella e allo Scirocco per le loro intrinseche caratteristiche caratteriali perché ti spirano fuori fino a dentro le finestre dell'animacuore e da compagni ti diventano magistri di Viaggio presenze calde, asfissianti, malinconiche, uggioseffervescenti, sfavillanti, magmatiche, cattedratiche, irrinunciabili sibilando tra gl'interstizî s'insinuano nei precipizî e generano solstizî
a
mia madre e alle sue assurdità roba
che certe volte ci puoi aprire un bazar ma
ce ne sono anche di simpatiche come
ne sono anche di genetiche a mia mamma che mi ha detto che è bello avere occhibuoni sul mondo sulle persone a mia madre e alla fiera delle sue amparanoje a mia matre che vedeva il mio psicanalista come una sorta di suo rivale a mia madre che ha a cheffare con quella 'inner & outer ilaria' teorizzata da chi tutto era fuorché uno psy a
mia madre e al suo culto dei bagnoschiuma e degli shampoo per
continuare con quello degli yogurt scaduti (pertanto acidi lo sono
comunque) e
forse finire con quello dei sacchetti di plastica (anche di carta,
nunsebbuttagnentee)
a
mia madre che mi ha fatto capire che
nella vita si deve essere buoni ma
attenzioni a essere coglioni nonché
ai cojoni
a mia madre che mi ha sempre ammonito di stare all'erta prima e di fermarmi un attimo a riflessione dopo per trarvi insegnamento e non fare le cose 'a muzzo', poi: 'il famoso momento di riflessione (mancato)' lo chiamava ispirandosi di preferenza a mio patre
a mia madre (an)che (se) voleva essere la mia migliore amica a mia madre che m'ha cresciuta nel daleidetto ordine creativo ovvero certe volte ti veniva da inneggiare ò criature a mia madre che i peppe li tramutava in beppe a
mia matre e al suo occhio impenitente a
mia madre e alla sua vis polemica ai
suoi dies irae ai
suoi temporali dell'anima paesaggi
ora innevati ora savanici d'un irrinunciabile Personaggio a
mia madre e alle sue esagerazioni nonché
alle sue geniali costernazioni e
ancora alla sua rigorosa inipocrisia e,
perchénnò, anche alla sua durezza
a
mia madre e al suo saper trasmettere savoir dire oltre che faire a
mia madre per l'eccezionalità del suo savoir apprendre nel
senso francese quanto in quello italiano à
ma mère che m'ha infilato nello zaino il suo vocabolarietto di
francese giallosenape,
lui figlio della fine degli anni sessanta dentro
me figlia della fine degli anni settanta a
mia madre e al suo amore per il piano a
quanto le piaceva sedersi in poltrona in silenzio alle
mie spalle mentre suonavon quei tasti a
mia madre e al sogno che non ho saputo realizzarle però
l'immens'amore per la musica quello
mi si è accasato dentro eccome
a
mia madre che mi ha sempre detto non devi fare l'insegnante senò
diventi frustrata e tanto le tue passioni te le puoi sempre coltivare
a latere ammiamà che mi ha sempre metronomato non devi fare l'insegnante d'ita(g)liano ché il futuro è di matematica, scienza & tec(chi)nolog(g)ia a
mia madre che m'ha fatto cambiare scuola
media perché la prof d'itagliano non la convinceva a
mia mater che m'ha fatto cambiare [tipo di] liceo perché la prof di greco fallava coraggio
suo madre
coraggio, eh 
a
mia madre che s'incontra veramente con mio padre a
tardasera alla luce della sola tivvù mentre lui a sgranocchiar pistacchi e
insieme ad alchemizzar sentenze latinoggreche io
a questi mi sa che non li mica mai caputi so solo che è da loro che son venuta fuori mélange inedito di karm'anszia
a mia madre anche se ostruzionaa 'l disìomìo d'iscrivermi a scienze della comunicazione e soprattutto d'andare a studiare a bologna
anfatti roma vinxit omnia a mia mammà anche se m'ha fatto deragliare verso l'università privata a mia madre che però non c'aveva la minim'idea di chemminch** di gente ci trovi dentro un'università privata per noi nati meravigliosamente pubblici per noi cor core senza test d'iscrizione
a
mia madre anche se mi voleva chiamare priscilla
o eventualmente domitilla (spero
solo non entrambe) a
mia matre che s'è epicamente assuppata la
gang di sorelle di mio patre, capitanate
da bladymary il
che dice tutto
a mia madre e a tutte le volte che guardandola ho pensato
questa non è una famiglia normale e da lì ho pensato che sei normale sei uno qualunque e poi tanto normale non lo vuole essere nessuno, anche se tutti dichiariamo il contrario a lei che mi ha cresciuto con lo spauracchio del qualunquismo per evitare il quale mi raccomandava di leggereleggere leggereee a
mia madre che m'ha trasmesso lo scrivere
mezzo
di costante scoperta e rimpasto del mondo
come
di te e alla mia famiglia perché solo oggi mi rrendo conto, alla luce di tutti i figli e le famiglie che nelmentre ho incontrato, che era molto più normale di tante altre anzi per certi versi era un metro campione
a
mia madre che ha cominciato a guardare la tivvù e un giorno le venne la passione per un medico in famiglia e quello passi pure però
certe volte si guarda pure quella che secondo me è spazzatura però
iddra a dire che tutto può insegnare e
vabbuò, enjoy à mà!
a mia madre che m'incalza che non ho alibi per avere con la burocrazia e la realtà a scadenze in generale né con il Tempo come concetto un tal rapporto di scaccomatto ché quando voglio so aggirare la torre e pure l'alfiere a
mia madre quando mi guardo allo specchio e
me la rritrovo negli occhi me
la rritrovo che nuota, ora placida ora a cagnolino, nei
miei occhi impiena a
mia madre che sa nuotare solo a cagnolino (e manco), a
mia madre che mi ha portato tutte le estati della mia infanzia a
nuotare e
mentre nuotavo leggeva e
mi faceva le foto quando esitavo sul trampolino e
guardavo l'obiettivo e facevo certe facce da mr bean a
mia madre che gli sport me li ha fatti fare tutti pure
la ginnastica artistica pure quella ritmica anfatti
se vede che ritmo che tengo mancolicani
a
mia madre che tutti dicono che le somiglio tanto a
quella madre che mi ha insegnato la
samuraica arte della autosvalutazione insieme
a quella della costante rivalutazione a
quella donna che
mi ha insegnato l'arte dell'ascoltare a
quella grande persona che
mi ha insegnato che la grandezza non è tale se
non è accompagnata da un'umiltà che lo è ancor
più a mia madre che ancora oggi dopo diecianni che non abito più sotto la sua ala la prima cosa che mi chiede nelle aspirant'interminabili assise telefoniche è se ho mangiato (in un tempo non meglio identificabile ma ascrivibile ad una qualche declinazione del presente) la frutta ricordandomi poi che i kiwi contengono trevvolte la vitaminaccì delle arance (lei, salute di repubblica e i malifascicoli delle enciclopedie mediche sono un altro capitolo ancora) e passando poi alle speranze che ora che sto all'estero non frequento malecompagnie (attipo che l'estero è peggio del bellopayse) nonché alle chicche barbaramente classiche non accettare caramelle né cose dolci dagli sconosciuti e io invece quelle piccanti sì?
alla prima persona che mi ha insegnato a prendere Appunti di Vita a quell'insostituibile fèmmena che ancor oggi, resistendo pure alle migliaia km di distanza che ci separano mi cuce i bottoni, accorcia i pantaloni e rrattoppa l'anima a mia madre e a quello che di me non può o non sa capire o sa capire ma non accettare neanche oggi perché figlia d'un altro tempo e comunque d'un'altra testa ma oggi la guerra è finita perché intanto hanno scoperto che chi sa capire tutto è molto infelice
a mia madre che mi ha illuminato che la Vita è Prosa però alla fine un po' ha ritrattato e ci siamo armistiziate su una ProsaPoetica
a
mia madre che piampiano m'ha insegnato la Ratio della Vita ché m'ha progettato per molti versi sgarrata o meglio,
disomologata sghemba, inadatta o inacapace a incollarmi
naturalmente a
certe cose così universalmente riconosciute ed
accettate umane,
insomma per
questo mi sentivo spesso un alieno e
la famosa sensazione di appartene alla
sartriana Specie Altra
a
mia madre perché forse non è vero che
mi ha insegnato interamente lei tutte queste cose o meglio non tutte in maniera diretta ché sicuramente il mondo e le cose della vita e le mie personalissime reazioni hanno fatto la loro buonaparte e lei a volte ha partecipato dandomi la sola spinta propulsiva e certe cose le ho piuttosto acquisite per spirito contrario o di disperazione e maturate nonostante Lei ma la sua presenza e partecipazione erano comunque implicate
a mia Madre grazie alla quale so checcos'è l'Amore per endovena a mia madre che m'ha insegnato l'antisintesi (e questo post ne è una delle mille prove)
a
mio padre che ha cooperato e s'è scornato con mia madre mica
pizz&ffichi à pà (padre coraggio pure te)

[
mio padtr&mia madtre ]
alla
mia mà
e
ai suoi lievi ricami di rughe
intagliate
sopra quel sorriso che col tempo
s'allarga
e
in profondità s'allunga
e
io meglio mi sento
[ musiche: ode to my family perfect in bianco e nero
portami a ballare
| inviato da lacommarefuorisede il 31/5/2008 alle 17:33 | |
29 maggio 2008
temp(i)o no.3/in ottave
non
avevo mai pedalato forte
come stanotte
per
un ideale piuttosto
che per una persona
la senna nella sua danza [immobile mi si faceva metronomo
| inviato da lacommarefuorisede il 29/5/2008 alle 1:1 | |
27 maggio 2008
il carosello del temp(i)o/della commedia all'europea
Mario Monicelli: «Una ricetta per l'Europa? La commedia europea»
 Mario Monicelli (Foto: Gianmaria Zanotti/ Wikipedia)
The 93-year-old Italian director and father of the ‘commedia
all’Italiana’ film genre, on the power of cinema, which ‘acts like a
mirror, tells a story, but doesn’t preach’
As bleary-eyed as a surgeon on a 48-hour
shift, enveloped in monastic silence and wearing a cap. This is Mario
Monicelli, a cinema legend, as well as the father of ‘commedia
all’Italiana’ or ‘Italian comedy-style’, a completely Italian film
genre, characterised by levity but at the same time by satire and
critique, which reached its peak between the fifties and sixties.
I walk beside him silently, waiting to sit
down and to find out what the future holds for ‘his’ comedy, and where
cinema itself is heading. He walks slowly, curved but proud under the
weight of Monicelli was born in Viareggio, Tuscany (Photo: Ilaria La Commare) 93
years, more than sixty of which are marked by an illustrious
prize-winning career in cinematography. To be precise, over 65 years,
if you count his screenplays, directing, feature films, theatre and
especially comedies. He has worked with all the greats, including Marcello Mastroianni, Alberto Sordi, Totò, Vittorio Gassmann, French actor Gérard Depardieu and even Pierpaolo Pasolini.
Monicelli & sugar (Foto: I.La Commare)
Actuellement Paris lui rend hommage : il doit présenter le livre
L’expression triste qui fait rire. Totò et Monicelli (écrit par Adriana
Settuario) et doit en donner un exemple, une leçon intitulée Monicelli
par Monicelli, à la Cinémathèque Française. Le lieu lui consacre deux
mois de rétrospective à l’occasion du 110e anniversaire de la naissance
de Totò. Nous nous dirigeons dans une brasserie. Clap. Silence, ça
tourne.
Le régional devient universel
« La comédie à l’italienne est une comédie qui ne concerne pas seulement les moeurs »,
explique Monicelli. On la voit souvent comme une satyre bourgeoise aux
personnages définis au travers un prisme italien. Pourtant, le succès
de Toto a voyagé bien au delà de la grande botte. ‘It is a light
exchange between the characters, and it hinges on life and current
events. Therefore the more regional it is, the more it becomes
international, because it relies on universal factors. It starts with
the musical score.’ E, effettivamente, chi se le dimentica più le
musiche di Nino Rota a colonna sonora dell'Armata Brancaleone? O quelle de I soliti ignoti  I soliti ignoti (Foto gentilmente offerta da MM) In the meantime, his Earl Grey tea and my café noisette
arrive. Beide haben so untypische italienische Bezeichnungen, dass wir
beginnen, uns über die Ähnlichkeiten zwischen Italien und Frankreich zu
unterhalten. "Wenn die Italiener etwas machen, dann machen sie es auf
eine sehr "italienische" Art und Weise, aber sie versuchen es so zu
machen, dass es für alle gut geht", sagt Monicelli.
One cannot help asking the father of I Soliti Ignoti where the commedia all'italiana comes from. ‘It comes from way back, from the commedia dell'arte,
from the characters created by sixteenth century Italian writer and
actor Ruzante and Machiavelli, to quote but two. One has to underline
the fact that it’s called ‘comedy’ and not ‘tragedy’. It encompassed
everything from love to death, passing through hunger, poverty,
sickness and violence. Dabei wurde eine Hoffnungslosigkeit vermittelt, die aber trotzdem einen Hoffnungsschimmer enthält: nämlich durch den Humor."
On a certain Italian director lacking courage
 'Le rose del deserto' was Monicelli's last work in 2006 (Image: ILC)
As for the commedia all’italiana
today: what can be said of Italian colleague Carlo Verdone, who many
see as the heir to this type of comedy? ‘He’s a good director and a
good actor but he has no courage. He only does comedy ‘not in the
Italian style’. His work is characterised by cute films, even if well
made, but where superficial things happen, where things turn out well.
Always. The commedia all'italiana is the
opposite: nothing is resolved and you’re left with a bittersweet
feeling,’ he glosses. He puts his glasses down on his cap next to the
teapot, and it starts to snow outside.
Kto zaimponowal mu najbardziej wsród aktorów, scenarzystów i rezyserów z którymi wspólpracowal? « Moi, j’ai eu la chance de travailler avec des gens de grande
qualité, qui avaient des choses à dire et un état d'esprit similaire au
mien. Donc, avec eux, ça passait bien et vice versa. Nous partagions la
même vision de la vie et de l’autonomie. »
You’ve got to laugh [Nun ci resta che ride]
 A Golden Lion for Career was awarded to the director at the 1991 Venice Film Festival (Photo: giando/ Flickr)
E siccome Monicelli di storia ne ha vista e ne ha fatta, ne approfitto
per capire come vede il futuro, il cinema e l’Europa. «Il cinema si
evolve parallelamente alla società: se quest'ultima si evolve, si
evolve anche il cinema. L'uno è lo specchio dell'altra. Il problema? La
società occidentale è in una fase di declino. Come sempre rilevo nei
miei film», risponde amareggiato. And what is the cause of this decline? ‘It’s the law of
the market; the strongest wins and gains most.’ Und hier ist er endlich: Der Monicelli, mit dessen verbitterten,
zynischen und skeptischen Figuren Generationen von Italienern im 20.
Jahrhundert aufgewachsen sind. ¿Es el cine poderoso? “Tiene
el poder de reflejar, de contar una historia, pero no el poder de
predicar”. Entonces, ¿solo narra sin actuar sobre los asuntos que
trata? “Quizá, puede despertar el interés en el espectador, italiano o
no, de intentar investigar más por sí mismo”.
« C’est l’économie qui mène l'Europe et, pour cette raison, la France s’intéresse à la Roumanie, par exemple »,
réplique-t-il de façon sèche (ou amère ?) lorsque je lui demande ce
qu’il pense de cette Europe qui continue à s’élargir vers l’Est. Cette
élargissement pourra cependant faire un contrepoids à la superpuissance
américaine... “No, no. Ni Europa ni
todo Occidente junto”. ¿Y el cine Americano? “Definitivamente, no se
caracteriza por sus buenos personajes”. ¿Qué director destaca en el
horizonte cinematográfico europeo? "Jest jeden Wloch, Gianni Amelio, mysle o filmie 'Zlodzieje dzieci Rosetta'. I to by bylo na tyle". Le cinéma doit toucher le cœur ? « Le cœur ? L’esprit, plutôt ». Al momento di congedarsi gli domando una ricetta per l’Europa. Che
fare? «Cambiare. Non fidarsi troppo della democrazia. Un consiglio? La
commedia all'europea».
ilaria lacommare translations by: mary maistrello (en), sophie janod (fr), pedro picón (es), natalia sosin (de), adriana baranowska (pl) and remixed by me ( in café babel )
| inviato da lacommarefuorisede il 27/5/2008 alle 8:3 | |
22 maggio 2008
temp(i)o no.2/(la fine del)la crisi
vendredi 23 mai à 19 h - La crise, avec Coline Serreau et Ilaria La Commare
Elle
met en scène, au cinéma comme à l'opéra,
elle compose et joue de l'orgue, elle dirige une chorale, elle joue
la comédie et écrit des pièces de théâtre,
elle danse et a pratiqué le trapèze: c'est peu dire que
Coline Serreau est une artiste polyvalente, éclectique,
complexe et engagée et qu'elle est certainement l'une des voix
les plus singulières et fortes du cinéma français.
Tout comme du cinéma mondial d'ailleurs, qu'elle conquiert
avec son  troisième film, Trois hommes et un couffin.
En 1992, son cinquième film, La crise , remporte
lui aussi un énorme succès public. Elle y dresse un
portrait au vitriol de la société française et
interroge en profondeur toutes les belles certitudes des classes
bourgeoises de cette fin de XXème siècle. Qui a oublié
le regard médusé, groggy de Victor (Vincent Lindon,
formidable archétype du mâle occidental en crise) face à
une inéxorable perte de repères? Les films de Coline
Serreau, avec extrême lucidité et beaucoup de tendresse,
saisissent formidablement l'air de leur temps!
Alors
pourquoi ne pas en faire un livre ? Pourquoi ne pas retranscrire sur
papier et proposer à notre réflexion le scénario
(primé par un César en 1993) de ce film-parabole, sorte
de point final de la pensée radical-chic à la
française, et encore tellement d'actualité: et
peut-être tout spécialement dans l'Italie
d'aujourd'hui...? C'est ce que s'est dit Ilaria La Commare,
jeune journaliste italienne vivant à Paris, elle aussi engagée
dans la société civile: le livre, publié par les
éditions Leconte en italien, préfacé par
Gianluca Bassi, reprend donc le scénario du film et
l'interview qu'Ilaria a faite à Coline Serreau sur la genèse
et l'architecture du film.
[ dal sito de la libreria ]

| inviato da lacommarefuorisede il 22/5/2008 alle 8:22 | |
20 maggio 2008
temp(i)o no.1
ma
provava sollievo nel
passare del Tempo
quel
grande Scultore invisibile se
non nei segni di poi (un
calendario è un metronomo )
----------Interruzione
pagina ----------
poi
on
ne voit pas
le temps pqsser scorreva
tra le linee della mentesùa
riemergevano dal
libro di francese del liceo 
-----------Interruzione
colonna -------
e
sgranellava un sorriso
se
il tempo è uno scultore
[confortante
il Sentimento del Tempo è
la monofonia dpiù incomprensibile dell'Io
----Interruzione
di pensiero---------
si
ricordò poi dei tempi in
cui abitava a la fourche il
portone rosso sull'avenue e
i pensieri di quei tempi
confusi,
e che eppure andavano avanti per
il solo fatto di crederci in
maniera del tutto immanente
in
quella Città
(
continuerà )
| inviato da lacommarefuorisede il 20/5/2008 alle 23:24 | |
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